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Golden Lady, riconversione per produrre pannelli fotovoltaici

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VASTO – Riconvertire la produzione: non più calze da donna, ma pannelli fotovoltaici. E’ un progetto che prevede la trasformazione della Golden Lady di Gissi in un’azienda della green economy, quello presentato ieri da Massimiliano Iocco, dell’omonima impresa cupellese, nell’affollata riunione tenutasi ieri sera nella sala multimediale del municipio di Cupello.

Il progetto. Il progettista ha consegnato gli elaborati al presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, nel corso della riunione cui hanno partecipato i rappresentanti dell’azienda e di Confindustria Chieti, un gruppo di imprenditori, i segretari provinciali dei sindacati confederali Giuseppe Rucci (Cgil), Franco Zerra (Cisl) e Arnaldo Schioppa (Uil) e un centinaio di lavoratori. Sono 382 i dipendenti dell’azienda della Val Sinello che rischiano di rimanere disoccupati. Il gruppo di Castiglione delle Stiviere (Mantova) ha comunicato da tempo l’intenzione di chiudere il sito produttivo abruzzese a fronte a una situazione di crisi che si protrae da anni. Per salvaguardare i posti di lavoro, ora si punta a trasformare una fabbrica di calze in uno stabilimento in grado di produrre pannelli di silicio di ultima generazione. Non è casuale che amministratori locali e provinciali si siano ritrovati con sindacalisti, lavoratori e imprenditori a Cupello, dove da anni il Comune ha investito sui pannelli a energia solare con due impianti. Lo scorso anno, infatti, al fotovoltaico storico di località Montalfano, si è aggiunto un secondo sito, in grado di produrre energia da un megawatt.

L’investimento. Servono i soldi per realizzare il progetto. Un gruppo di imprenditori del Vastese sarebbe interessato a rilevare la Golden Lady e puntare sulla green economy in un periodo in cui la produzione di pannelli fotovoltaici è cresciuta. Ormai i Comuni, per risparmiare energia e denaro, li fanno installare sui tetti delle scuole e degli altri edifici pubblici. Nell’assemblea è emerso che anche in Toscana è stata attuata con successo un’analoga operazione. I sindacati chiedono però “la riconversione di tutti i posti di lavoro”, precisa Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil. “Ora è importante trovare imprenditori che credano nel progetto. Per fare questo, serve l’impegno di tutti, a partire dalle istituzioni”, è l’appello rivolto dal sindacalista agli enti pubblici.

I tempi. Tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria, sono trascorse 104 settimane dall’inizio della crisi irreversibile nell’azienda della zona industriale di Gissi. A marzo partitanno altri 8 mesi di Cig in deroga. “Sembrano tanti, ma per attuare un progetto di riconversione bisogna fare in fretta”, ammonisce Rucci.

L’allarme. “Questa – precisa Franco Zerra, segretario provinciale della Femca-Cisl – è solo un’ipotesi di riconversione. Ci è stata presentata un’analisi di mercato, ma ora bisogna verificare se ci sono imprenditori disposti a investire. Abbiamo sollecitato la Provincia a convocare un tavolo di confronto tra azienda, rappresentanti degli imprenditori, sindacati e istituzioni per creare la giusta sinergia da cui far scaturire una soluzione concreta e duratura. Anni fa, alla Golden Lady di Gissi, i dipendenti erano 600. Ma questo è un problema di tutta la Val Sinello, in cui lavorano 1500 persone. Se chiudono le fabbriche, si spopola l’entroterra”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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