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Molino (Pd) contrattacca: "Firme valide, una soluzione entro 48 ore"

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VASTO – “Si sta cercando di far passare questa vicenda come una mera partita endoprocedurale, In realtà, la questione è politica”. Domenico Molino non ci sta a passare per quello “del gran rifiuto”. “Prima rivendica le primarie, poi si tira indietro all’ultimo momento e spunta Forte. Era tutto studiato”, accusano i lapenniani, gli avversari interni nelle primarie “congelate” dai vertici regionali del Pd dopo la spaccatura tra i sostenitori del presidente del Cosiglio comunale e quelli del sindaco dimissionario.

“Ho seguito le procedure previste dallo statuto e ho raccolto le firme necessarie previste dal regolamento di cui abbiamo preso atto nell’assemblea. Le regole erano queste: per presentare la candidatura servivano le firme del 15% degli iscritti o del 30% dell’assemblea territoriale. Io ho raccolto le sottoscrizioni necessarie – sostiene Molino – e la medesima cosa ha fatto Forte. E’ vero, c’è stata una minima parte di militanti che ha firmato sia per me che per Peppino, ma vorrei ricordare che io non ho confermato la mia candidatura. Quindi la questione non esiste”.

Poi l’affondo verso Lapenna: “Queste primarie – polemizza l’ex assessore alle Finanze – sono state viziate dalla non chiarezza del sindaco sulla ricandidatura. In base allo statuto del Partito democratico, avrebbe dovuto dichiarare entro il 30 ottobre scorso la volontà di ricandidarsi. Non lo ha fatto”. In ogni caso i commissari nominati da Paolucci “hanno annunciato un passaggio politico decisivo entro 48 ore”. 

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com 

 

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