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Pd, dopo le primarie. Molino: non sono a caccia di poltrone

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VASTO – Il concetto è questo: restiamo fedeli al Partito democratico, ma ci aspettavamo dal sindaco una mano tesa. Forte e i suoi sostenitori ingoiano il boccone amaro: Domenico Molino non rientrerà in Giunta. Questa, ad oggi, la situazione. “Non sono a caccia di poltrone, né ho necessità di ricoprire quella carica per il mese e mezzo che ci separa dal voto. Il senso della nostra richiesta era un altro”, ha confidato agli amici l’ex assessore, silurato da Lapenna, che gli ha fatto pagare la mossa di ritirarsi dalle primarie per far spazio a Peppino Forte.

Ora il sindaco ottiene il sostegno di coloro che sono stati suoi avversari alle pre-elezioni con cui ha conquistato la ricandidatura, ma i rumors che filtrano da piazza del Popolo tracciano una strada: i fortiani si candideranno tutti. Non come portatori d’acqua, ma con l’obiettivo di conquistare un numero elevato di seggi in Consiglio comunale. In caso di vittoria, Lapenna in aula non potrà ignorare chi alle primarie ha raccolto il 43,6% dei voti.

Il comunicato – “Noi siamo nel Pd e sosteniamo Luciano Lapenna”, scrivono in una nota Peppino Forte, Domenico Molino, Antonio Di Santo, Lina Marchesani, Nicola Tiberio e Angelo Bucciarelli. Un sostegno con mal di pancia: “Ci saremmo aspettati da parte del sindaco un chiaro segnale di distensione, l’unico richiesto, il rientro di Domenico in giunta, un atto politico per comunicare alla gente, non solo alla dirigenza del Pd e agli addetti ai lavori, la ritrovata unità: un atto in grado di eliminare il chiacchiericcio che non accenna a ridursi sulle frammentazioni e sui fronti interni spaccati. Invitiamo il sindaco al buon senso pacificatore dei vincitori, a non inseguire i guerrafondai e ad ascoltare le ragioni della politica contro i pasdaran della divisione a tutti i costi. E’ l’unità vera che fa la forza per vincere”.

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