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La Pasqua dei lavoratori tra incertezze e speranze

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VASTO – Non è una Pasqua serena per almeno 1200 lavoratori del Vastese. “Siamo nel pieno della crisi. Chi è in cassa integrazione percepisce un reddito ridotto del 30-40%, mentre i posti a rischio rimangono circa 800 nel solo settore metalmeccanico”, spiega Mario Codagnone, segretario provinciale della Fiom-Cgil.

A questa emergenza va sommata quella della Golden Lady di Gissi, dove è ancora incerto il futuro di 382 persone, in maggioranza donne, nello stabilimento della Val Sinello, l’area industriale da 1500 addetti sui cui si addensano le nubi minacciose delle recessione. E’ il motivo per cui Cgil, Cisl e Uil organizzeranno lì la festa del primo maggio. Per dare un segnale alle istituzioni e al mondo produttivo. Ma è chiaro che “situazione è difficile in tutto il Vastese”, avvisa Codagnone. Ora alle aziende in difficoltà nel metalmeccanico si aggiunge anche la Cmi Orlandi di San Salvo, “uno stabilimento che produce impianti e serbatoi. Una fabbrica che era riuscita a reggere l’impatto con la crisi. Ma ora si comincia con la cassa integrazione ordinaria”.

Altre industrie stanno peggio. Al gruppo Cima Cid-Cima Cosmos, una settantina di dipendenti, sta per finire anche la cassa integrazione straordinaria. Per tirare avanti la soluzione, secondo la Cgil, può essere una sola: lavorare meno, anche rinunciando a una parte dello stipendio, ma lavorare tutti. “Chiediamo i contratti di solidarietà”, che però alla Sider Vasto scadranno a fine maggio, mentre alla Girsus di Gissi (200 dipendenti) “bisogna riprendere l’attività produttiva e poi, se necessario, ricominciare dalla cassa integrazione ordinaria”.

Sempre in Val Sinello, alla Teknolamiere “aspettiamo un piano di rilancio della produzione e il sostegno delle banche per tranquillizzare i circa 110 operai”, dice Codagnone, che mette in guardia dal prevedere un prossimo futuro migliore: “Siamo i piena crisi, come dimostrano le assemblee in corso in questi giorni nelle fabbriche del Vastese. Anche le grandi aziende del settore automobilistico, come Pilkington e Denso, attraversano una fase di stanca che si riflette negativamente sulle piccole imprese. Di conseguenza, nessun incremento dell’occupazione giovanile”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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