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Menna: "Rifiuti, i debiti di gestione colpa dei partiti"

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VASTO – Ivo Menna, candidato sindaco di Vasto per la lista civica La Nuova Terra, risponde alle 5 domande di Vastoweb su ambiente e sviluppo.

Il Governo ha rilasciato a una compagnia irlandese la concessione a cercare petrolio nel mare abruzzese. Anche davanti alla costa Vasto. E’ favorevole a nuove piattaforme petrolifere?
“Sono decisamente contrario a tale concessione. Nel programma de La Nuova Terra, uno di punti qualificanti è certamente quello che dichiara la contrarietà alla petrolizzazione dell’Adriatico, non solo nella nostra zona”.

Nei giorni scorsi, Confindustria ha chiesto ai candidati un impegno concreto: progetti di sviluppo credibili e confermare la vocazione industriale di Punta Penna. Gli ambientalisti si battono per la tutela della vicina riserva di Punta Aderci. Possono ancora convivere due realtà così diverse, oppure bisogna compiere una scelta? E quale?
“Sono contrario a nuovi processi industriali in quell’area, per tanti motivi che ho spiegato molte volte. Sono contrario al raddoppio del porto, o ampliamento che dir si voglia. La zona di Punta Penna non esiste più come area industriale. Un’area che confligge dal punto di vista storico e ambientale con la natura dei luoghi e il nuovo processo di economia turistico-ambientale”.

Parco della Costa teatina: una prima, provvisoria determinazione dei confini prevede che l’area protetta comprenda l’intero nucleo abitato di Vasto. E’ d’accordo, oppure ritiene che il perimetro debba essere diverso?
“Perimetrare il Parco della Costa teatina non dovrà significare l’inclusione di tutta la città”.

Vasto ha fatto registrare per anni una forte espansione edilizia. Troppo, secondo l’arcivescovo Bruno Forte: circa 3mila 500 alloggi invenduti. Bisogna porre un freno o lo stop al cemento rischia di ingessare lo sviluppo della città?
“La mia lista civica vuole bloccare il processo di espansione urbanistica, che nella storia della città ha rappresentato un danno economico, sociale e culturale. Una speculazione che ha favorito un settore dell’economica in nome della rendita di posizione, o parassitaria, con gravissima lesione del patrimonio naturale, paesaggistico e ambientale”.

Il Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel Vastese, è indebitato. I cittadini di Vasto e degli altri comuni hanno subito un aumento della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Per migliorare la situazione finanziaria, il Civeta deve rimanere interamente pubblico o bisogna favorire l’ingresso dei privati nella gestione?
“Vi ricordo che il Civeta doveva essere un impianto di compostaggio per permettere la raccolta differenziata, che è rimasta debole sul piano dei numeri e delle percentuali. Una delle cause dei costi enormi per la città della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani è proprio la debolezza di questi dati. Nessuna privatizzazioni si dovrà prevedere per il Civeta, che ha perso e perde a causa delle gestioni politiche dei partiti, che hanno razziato e saccheggiato l’ente strumentale con le nomine dei vari politici di centrodestra e centrosinistra. Uno scandalo a cui nessuno ha posto rimedio”.

A cura di Michele D’Annunzio e Giuseppe Ritucci

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