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Presunto abuso edilizio, il Tribunale nomina 3 periti

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VASTO – Si sono costituiti parte civile i 6 proprietari dei terreni confinanti con il cantiere di via San Michele su cui la magistratura vastese intende fare chiarezza. Stamani l’udienza dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di via Bachelet, Antonio Sabusco, nell’ambito del procedimento che vede accusate 6 persone di abuso edilizio riguardante la costruzione di un edificio lungo il costone orientale di Vasto: i quattro propritari del cantiere, uno dei quali è anche progettista e direttore dei lavori, il legale rappresentante dell’impesa esecutrice, e l’ex dirigente del settore Urbanistica del municipio.

I lavori risultano essere stati eseguiti in una zona sottoposta a vincolo di inedificabilità ea meno degli 80  metri di distanza obbligatoria dalla scarpata. Il calcolo di questa misura va effettuato, infatti, moltiplicando per due l’altezza del dirupo, che in questo caso è pari a 40 metri. Nel progetto, invece, sarebbe stata dichiarata una scarpata profonda solo 6 metri.  Durante gli interventi è stata riscontrata anche la lesione di un pozzo facente parte dell’antico Acquedotto delle Luci, di epoca romana.

In aula, l’avvocato Arnaldo Tascione si è costituito parte civile in nome e per conto dei 6 proprietari degli appezzamenti vicini al cantiere. Il magistrato ha successivamente aggiornato l’udienza al 16 giugno prossimo per ascoltare in quella circostanza le testimonianze del perito e dei due consulenti nominati dal giudice per chiarire le questioni tecniche.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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