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Primo Consiglio, centrodestra presenta ricorso al Tar

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VASTO – “Non siamo cavillosi, ma semplicemente siamo per il rispetto delle regole, fondamentale per la democrazia”. Lo dice Davide D’Alessandro in apertura della conferenza stampa dei gruppio di minoranza in Consiglio Comunale, in cui si nota l’assenza di Desiati e Bischia. Ci sono, invece, rappresentanti di Pdl, Rialzati Abruzzo, ApV, ApI e Fli.
 
“Le procedure seguite a Vasto, hanno delle zone d’ombra, così come sollevato durante la seduta di sabato scorso. Il sindaco dice di aver seguito un canovaccio dell’Anci. Ma allora perchè, in altre città, sono state seguite procedure corrette diverse da quelle di Vasto?”
 
La parola passa poi a Mario Della Porta, che nella seduta del Consiglio aveva sollevato la questione sulla presenza dei consiglieri subentranti. Regolamento e codici alla mano, dice “I 7 consiglieri subentranti sono stati chiamati già nel primo appello, quando è chiaro che occorre una delibera per convalidare i consiglieri che prendono il posto di quelli dimessi per accettare la carica da assessore. Nel voto sulla surroga i 7 nuovi non possono votare, perchè altrimenti voterebbero la propria surroga. Invece, hanno fatto credere che i nuovi erano già parte del Consiglio. Di fatto è tutto illegittimo, il giuramento del sindaco e l’elezione del Presidente”.
 
“Avevamo proposto una sanatoria, – continua Della Porta – impegnandoci a tornare in Consiglio per votare la surroga, ma non è stata accettata. La maggioranza ha preferito andare avanti, piuttosto che riconoscere il proprio grave errore. Ora il nostro invito è di sederci attorno ad un tavolo per trovare una soluzione giuridica e politica. Se continuano con la loro arroganza avranno delle gatte da pelare”.
 
Prosegue Guido Giangiacomo: “Oggi Vasto non ha un sindaco. Il giuramento non è solo un momento solenne, ma è un vero proprio atto che investe il primo cittadino delle sue funzioni. Visto che è stato pronunciato davanti ad un Consiglio non in carica quel giuramento non è valido. Invece di pensare ad amministrare, svolgendo le procedure correttamente, hanno pensato alla scenografia, visto che c’erano le autorità in aula.
 
Nella seduta di sabato il Pdl e l’opposizione tutta hanno fatto semplicemente fatto notare la mancanza di legalità. Il centrodestra ha sollevato due irregolarità: sulla convalida dei sette subentrati agli assessori ha parlato Della Porta.

A me preme evidenziare che il sindaco non è nella pienezza dei suoi poteri. Grave conseguenza amministrativa per una scelta tutta politica e costata alla collettività 1.500 euro (somma impegnata per i festeggiamenti inutili del primo Consiglio): benchè il regolamento dice che si devono convalidare eletti i consiglieri, dichiarare esecutiva la delibera, nominare il presidente del Consiglio e far giurare quindi il sindaco, per non fare scappare le autorità si è fatto giurare il sindaco senza far votare l’esecutività (quindi Consiglio che entrava in carica dopo la pubblicazione della delibera tra dieci giorni), senza nominare il Presidente, dinanzi al consigliere anziano che ha solo il potere di convalidare gli eletti e far eleggere l’effettivo presidente.
Errore poi riconosciuto dalla maggioranza che ha fatto votare la esecutivitá per i successivi atti ma il giuramento è ormai irrimediabilmente nullo ed insanabile.
Abbiamo quindi un sindaco che non è ufficiale di Governo avendo giurato in un consiglio non ancora in carica e senza presidente.

Mi chiedo se un immobile è pericolante, se bisogna firmare un trattamento sanitario obbligatorio ed il Sindaco firma e l’atto viene annullato chi paga i danni?

Questa è la legalitá sbandierata in campagna elettorale?”.
 
Conciso e significativo il commento di Marcovecchio. “Con il modo in cui hanno cercato di porre rimedio all’errore hanno messo una toppa che è peggio del buco. Questo mi lascia molto preoccupato per il futuro”.
 
Etelwardo Sigismondi si sofferma sulle considerazioni politiche. “Innanzitutto sottolineo l’incompetenza che continua a perdurare nella maggioranza, soprattutto vista l’incapacità nel risolvere il problema.E’ evidente, poi, come nel centrosinistra siano forti le divisioni. Lo dimostrano la richiesta di votazione palese avanzata da Molino (che pur sapeva bene non fosse possibile), per la necessità di controllare il voto sul Presidente. Infatti, quando hanno votato, ed erano solo loro, ci sono stati 2 franchi tiratori che hanno voluto lanciare un messaggio di divisione. Tutto questo dimostra che il Sindaco non ha autorevolezza, è ostaggio della sua maggioranza. Assisteremo, quindi, ad altri cinque anni di immobilismo”.
 
Finita la conferenza stampa, Giangiacomo, Sigismondi, Marcovecchio e Francesco Paolo D’Adamo sono saliti in Municipio, per la formale richiesta degli atti della seduta del 18 giugno, per poter approntare il ricorso al Tar.

Desiati – Non è passata inosservata l’assenza di Massimo Desiati, leader di Progetto per Vasto. “Dice che sono questioni che non lo appassionano. Sappiamo cosa lo appassiona”, commenta stizzito e sibillino Della Porta.

Desiati ribadisce: “L’ho già detto in Consiglio comunale: l’argomento non mi appassiona. Il ricorso? Non esprimo un giudizio di merito”. 

D’Alessandro è ironico: “L’assenza di Desiati non mi toglie neppure un minuto di sonno. È un semplice consigliere, come gli altri. Non credo nelle finte unioni di minoranza o maggioranza. Credo negli atti. Io firmerò il ricorso. Me lo impone la coscienza, non la tattica”.

Giuseppe Ritucci – giusepperitucci@yahoo.it

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