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San Salvo, la maggioranza esce, salta il voto sul bilancio

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SAN SALVO – Il bilancio non è stato approvato. Mancano 9 giorni alla scadenza del 30 giugno. Se entro quella data il centrosinistra di San Salvo non ritroverà l’unità, il prefetto avvierà le procedure di scioglimento del Consiglio comunale e nominerà un commissario prefettizio, che condurrà la città a nuove elezioni.

Uno scenario che il sindaco, Gabriele Marchese prova ad esorcizzare: “Conto di trovare, insieme ai due nuovi consiglieri comunali, una maggiore coesione nel centrosinistra”. L’opposizione affonda il coltello nella piaga, parlando di “ritirata”

La seduta si apre con la procedura della surroga: i due consiglieri dimissionari, Matteo Bernava e Maria Pia Di Carlo, vengono sostituiti dai primi dei non eletti, Giuseppe Roberti ed Ettore Onofrillo.

Poi, si comincia dal Piano sociale di zona. “Nel redigerlo – dice l’assessore, Angela Di Silvio – siamo stati costretti a far fronte alle scarse risorse regionali abbiamo subito tagli del 38%. L’ammontare dei fondi scende da un milione 600mila euro a un milione 208mila 630, di cui 253mila erogati dalla Regione, ossia 200mila euro in meno rispetto al Piano di zona precedente”.

Dal centrodestra, Eugenio Spadano polemizza: “Le dimissioni di Bernava e Di Carlo rappresentano un abbandono delle armi”. E sul Piano di zona: “Nel settore dei servizi sociali si è sperperato, lo dimostra la commissione d’inchiesta”. L’esponente dell’opposizione chiede il rinvio. Repinto con 11 voti contrari e 8 favorevoli. Sul documento che distribuisce le risorse per garantire i servizi essenziali alle fasce svantaggiate della popolazione, la minoranza si astiene.

I problemi per la coalizione che amministra San Salvo arrivano quando si comincia a parlare del bilancio. I numeri non ci sono e, allora, Agostino Monteferrante (Pd) chiede il rinvio al prossimo Consiglio “per consentire ai nuovi e al gruppo consiliare di esaminare approfonditamente il documento contabile”.

Spadano attacca: “Avete perso 6 mesi. Ora vi servono altri 9 giorni. Siamo messi bene. Noi questo bilancio non lo voteremo mai”.

Non viene messa ai voti nemmeno la richiesta di rinvio, perché il centrosinistra esce velocemente dall’aula. Rimangono i due dissidenti: Alfonso Di Toro, che è presidente del Consiglio comunale, e Rolando Cinalli. Il medico non la manda a dire: “Il sindaco ha fatto mancare il numero legale perché sapeva che io avrei votato contro e Di Toro si sarebbe astenuto. Sarebbe finita 9-9. Da mesi non abbiamo un rappresentante in Giunta. Non abbiamo partecipato alla stesura del bilancio e, quindi, non lo votiamo”.

Per Tiziana Magnacca, “questa è una figuraccia dell’amministrazione”. Marchese si difende: “Abbiamo approvato il Piano sociale di zona e continuiamo ad amministrare la città: la pista ciclabile è stata realizzata, il 15 luglio inaugureremo il porto ampliato, mentre è in dirittura d’arrivo il terzo lotto del teatro. Non nascondo i problemi e conosco bene la posizione di Di Toro e Cinalli. Ma non mi si chieda di sostituire qualche assessore con qualcun altro. Con i nuovi ingressi in Consiglio, mi auguro di riuscire a trovare la quadra”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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