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"Boia chi chiude il consorzio industriale"

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VASTO – Boia chi chiude il consorzio industriale del Vastese, che ha un utile di un milione di euro. E’ un attacco frontale al governo regionale, quello di Daniele Menna, del Centro studi Sante Petrocelli di Vasto.

“Aveva cominciato la Giunta Del Turco creando il Centro Unico degli acquisti sulla sanità – attacca Daniele Menna – ora Chiodi e soci s’inventano in piena estate, mentre tutto tace,  l’Ente Unico Regionale per le aree produttive nell’ambito del progetto di riordino dei Consorzi Industriali. Sono state inutili le osservazioni e le critiche rivolte da più parti alla proposta di legge di riordino, così come approvata dalla giunta regionale lo scorso febbraio. Inutili le osservazioni fatte dalla nostra associazione lo scorso 9 febbraio. Inutili i richiami delle organizzazioni sindacali, in particolare della Uil, a ripensare al tipo di soluzione proposta, che denuncia gravi vizi di legittimità costituzionale”.

“Molti Sindaci del Sangro e del Vastese tacciono. Forse alcuni di questi Sindaci non sanno che i loro predecessori si sono messi insieme ed hanno costituito il relativo consorzio di appartenenza. Oggi dicono che la politica è cambiata, e quindi tacciono. Permettono così un colpo di mano, un esproprio, contro le popolazioni che dichiarano di rappresentare. Perché gli imprenditori insediati nelle aree dei consorzi tacciono ?  Non è forse vero che anch’essi saranno espropriati di un pezzo di potere decisionale ?  Non è forse vero che grazie ad una gestione attestata sul territorio si sono potute risparmiare oneri condominiali enormi ?  Non è forse vero, quindi, che le future tariffe condominiali saranno decise in modo  lineare dal gestore regionale a scapito delle peculiarità territoriali e dalle capacità manageriali locali ? 
E’ evidente nella proposta di legge della giunta Chiodi, l’assenza di un progetto strategico chiaro e condiviso dalle parti politiche e sociali per sviluppare la competitività dei nostri territori. Inoltre, la proposta di legge che si apprestano a votare questa mattina  non fornisce alcuna risposta ai precedenti quesiti posti alla classe politica regionale. Ad esempio: che fine faranno le aziende partecipate? Attualmente queste svolgono la quasi totalità dei servizi essenziali nelle aree industriali sia alle aziende, sia ai territori”.

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