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Figlie della Croce, nel 2012 la chiusura definitiva

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VASTO – “Ringrazio chi in questi giorni ci ha dimostrato solidaerietà e sta cercando di adoperarsi, ma ormai la decisione è stata presa. Quest’anno non si riformerà la prima elementare. L’anno prossimo chiuderemo definitivamente la scuola”. E’ serena Suor Michela Canci, superiora delle Figlie della Croce di Vasto. Ma dalla sua voce traspare tutta l’amarezza per quello che sta accadendo.

Non c’è proprio niente che si può fare?

“Purtroppo no, e lo dico davvero con tanto dispiacere, perchè per noi l’educazione dei ragazzi è la cosa più importante che esista. I nostri superiori ormai hanno deciso. Proprio in questi giorni i rappresentanti dell’ordine (che ha la sede in Francia) sono stati in Italia. Dopo aver analizzato bene la situazione hanno stabilito che non si può andare avanti”.

Perchè si è arrivati a questa soluzione così drastica?

“I motivi sono tanti. Innnanzitutto siamo poche suore. Qui a Vasto siamo in 4, ed una consorella ha 93 anni. Per portare avanti una scuola ci vogliono energie e tante persone. Se fossimo 20 suore potremmo continuare senza problemi, ma c’è una forte crisi nelle vocazioni. Poi ci sono i motivi economici. L’erogazione di fondi pubblici è ormai ridotta al minimo, spesso anche allo zero. Risentiamo anche della crisi economica generale. Quest’anno avevamo avuto circa 30 iscrizioni in meno, un duro colpo”.

Per la città è stato un fulmine a ciel sereno, le Figlie della Croce sono un’istituzione.

“Sono diversi anni che abbiamo queste difficoltà e chiediamo un sostegno. Ora però, proprio tra il 5 e 6 luglio, è arrivata la decisione del nostro Ordine. Un duro colpo anche per noi. Per il 2011/2012 non si riformeranno la prima elementare e una sezione dell’asilo. Poi, l’anno prossimo, ci sarà la chiusura definitiva. Voglio rassicurare i genitori che hanno ancora i bambini qui. Il prossimo anno scolastico verrà portato a termine. Anche se, in previsione della chiusura dell’anno prossimo, qualcuno non ha rinnovato l’iscrizione”.

Cosa succederà alle persone che lavorano qui?

“Tra insegnanti e addetti a pulizie e mensa abbiamo 29 persone che lavorano. Una riduzione del personale ci sarà già da quest’anno. Poi, in questi mesi prima della chiusura, dovranno trovare una soluzione. Ecco, se possiamo chiedere un aiuto alle istituzioni, è proprio quello di aiutare queste persone a trovare un nuovo lavoro”.

Suor Michela, ma quindi proprio non si può fare nulla?

“No. Ormai è tardi. Nell’ultimo anno c’era stato il tentativo di creare una cooperativa che rilevasse la gestione della scuola. Per tanti motivi la cosa non è andata a buon fine. Per le scuole cattoliche la situazione è difficile ovunque. Basta pensare a Vasto, a cosa è accaduto alla scuola dei Gabrielini e cosa sta accadendo al professionale dei Salesiani. La cosa che mi fa molto dispiacere è che in Italia un genitore non può, di fatto, decidere liberamente che tipo di istruzione dare a suo figlio”.

Pensare a questa struttura vuota è un colpo al cuore.

“E’ proprio così. Io stessa non riesco ancora a rendermene conto. Il nostro Istituto è a Vasto dal 1959, sono migliaia i bambini passati da qui. Spero almeno che si trovi una soluzione affinchè questo edificio resti a servizio della città”.

E voi cosa farete?

“E chi lo sa! Sicuramente, fino alla fine dell’anno scolastico saremo qui. Poi vedremo che decisioni prendono i nostri superiori”.

Si chiude una lunga pagina della storia vastese. Forse, negli anni precedenti, la situazione di difficoltà è stata sottovalutata. Ma ormai non serve fare recriminazioni.

Giuseppe Ritucci

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