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L'ultimo saluto di Gissi allo zio Remo/Foto

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GISSI – La bara è poggiata a terra, coperta dalla bandiera tricolore. Sopra vi sono poggiati il cappello da bersagliere e la sciabola. E’ il saluto della sua gente, quella che ha amato e lo ha amato.

La folla non entra nella piccola chiesa di San Berardino. Tanti assistono alla santa Messa dal piazzale. La cerimonia, officiata dal parroco don Michele Fiore, è molto sobria. Don Michele ricorda la presenza domenicale di Remo Gaspari alla messa delle 11.00, il suo essere cristiano. Al termine della celebrazione tutti i sacerdoti presenti, provenienti da molti centri del vastese, benedicono la salma.

Gli unici interventi sono quelli del sindaco Nicola Marisi e di Lucio Achille Gaspari. In questi tre giorni era stato sempre molto lucido, rispondendo alle tante domande rivoltegli dai giornalisti o dalle persone. Ora invece si commuove, scendono le lacrime. Non poteva essere altrimenti di fronta a tanta gente venuta qui a tributare l’ultimo omaggio al concittadino più famoso.

All’uscita della bara dalla Chiesa scoppia un lungo applauso. Poi, le note del silenzio d’ordinanza, eseguito dalla tromba di un componente della banda di Gissi, risuonano nell’aria. Tutto si ferma per qualche attimo. Si sentono singhiozzi, di persone anziane quanto di giovani, che magari lo hanno incontrato solo qualche volta. Ma Remo Gaspari era ed Gissi. Un legame profondo e che vivrà nella sua memoria. Uscendo dalla chiesa Lucio Gaspari, rispondendo ad una domanda del collega Gianni Quagliarella, ha detto: “La casa di Gissi resterà aperta, come avrebbe voluto mio padre”.

Il lungo corteo si dirige verso il cimitero comunale, dove Remo Gaspari riposerà nella tomba di famiglia, accanto ai genitori e all’amata moglie Miriam. Questo è davvero l’ultimo viaggio di zio Remo.

Giuseppe Ritucci

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