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Goletta Verde, analisi delle acque e no a nuove trivellazioni

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VASTO – La Goletta Verde fa tappa a Vasto. Serena Carpentieri, responsabile del progetto, ci da una piccola delusione prima dell’arrivo della barca. “Purtroppo la goletta storica Catholica ha subito un’avaria al motore e ora ferma a Palermo per la riparazione. Il viaggio prosegue con una barca moderna”.

Poco male, quello che importa è lo scopo del giro di Goletta Verde, partito il 22 da Genova, proseguito lungo il Tirreno e ora risalendo l’Adriatico. “Il nostro scopo – spiega Serena Carpentieri – è quello di fare un monitoraggio delle acque. L’arrivo della barca è preceduto di una decina di giorni da un laboratorio mobile, che effettua le analisi alle foci di fiumi, canali e scarichi.

In questi punti effettuiamo quindi un prelievo all’anno, andando quindi a fare dei raffronti con la situazione dell’anno precedente. Di fatto, le nostre sono le uniche analisi in questi tratti di costa, perchè le Arpa, effettuano le rilevazioni solo sui tratti balneabili. Da due anni il mare italiano è diventato pulito per decreto. L’Unione europea ha cambiato i parametri, quindi tratti che fino a due anni fa non erano balneabili ora lo sono. Secondo noi, l’Italia, invece di adeguarsi a questi nuovi parametri più permissivi, avrebbe dovuto adottare una normativa più rigida.

Nel 1982, quando si dovette scegliere tra due normative, si scelse quella con i limiti più restrittivi. Se pensiamo che oggi gli scarichi del 30% della popolazione non passa attraverso un depuratore, o dell’aumento del carico antropico nei comuni balneari, i cui depuratori non riescono ad assorbire al meglio la quantità maggiore di scarichi, vediamo come la situazione sia preoccupante. Al momento, presso l’Unione Europea, è in corso una procedura di infrazione nei confronti di 168 comuni che non hanno rispettato la conformità per la depurazione delle acque. La multa che si andrà a pagare è molto superiore a quanto costerebbe realizzare dei depuratori in queste città”.

Questa sera, i rappresentanti di Legambiente saranno presenti con un banchetto informativo in piazza Rodi, a Vasto Marina, per informare i cittadini sulla loro attività e sul viaggio di Goletta Verde. Invece mercoledì mattina, a Pescara, verranno presentati i dati delle analisi delle acque nei comuni costieri della regione Abruzzo. Un passaggio sicuramente importante e a cui prestare la massima attenzione.

No al petrolio in Adriatico. Altra questione fondamentale, su cui Legambiente si sta battendo, è quella delle trivellazioni in Adriatico. Ce ne parla all’arrivo in porto della barca, Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. “Finita l’enfasi mediatica seguita al decreto che autorizzava nuove ricerche, le compagnie sono potute tornare alla carica.

Solo nell’ultimo anno sono stati concessi 21 nuovi permessi per la ricerca, in totale sono 25. Le zone più interessate sono quelle dell’Adriatico centro-meridionale e del canale di Sicilia. Questa del petrolio è un’operazione che serve solo alle aziende.

Le compagnie attive sono tre: la Northern Petroleum, la Petroceltic Elsa e la Shell, a cui noi abbiamo assegnato le nostre bandiere nere, identificandoli come nuovi pirati del mare. Secondo la stima dell’oro nero presente nel sottosuolo in queste aree, facendo un raffronto con i consumi, si evince come il petrolio presente in mare sarebbe consumato in 2 mesi e quello sotto la terraferma in 30 mesi.

Una quantità assolutamente esigua e che non servirebber né a ridurre la nostra dipendenza energetica, tantomeno ad abbassare i costi della nostra bolletta. Fare della trivellazioni significa ipotecare il futuro. In Adriatico non servono assolutamente a nulla. Per lo sviluppo ci sono altre strade da seguire, come quelle del turismo di qualità o della pesca sostenibile. A nostro avviso non vale assolutamente la pena esporsi a rischi come quello di un incidente, che causerebbe danni gravissimi, solo per estrarre poco petrolio, un’operazione a unico vantaggio delle aziende”.

Giuseppe Ritucci

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