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Bonus bebè, Sisti e Sigismondi (Pdl): il Governo si muova

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VASTO – Il capogruppo del Pdl in consiglio provinciale, Paolo Sisti ed il Vice Capogruppo Etelwardo Sigismondi, hanno presentato una mozione urgente al Consiglio Provinciale per chiedere al Governo ed al Parlamento di assumere iniziative concrete volte ad escludere sanzioni per le famiglie per la indebita percezione in buona fede del “bonus bebè”.

“La legge finanziaria 2006 (legge 266 del 23 dicembre 2005, articolo 1, commi 331-334) ha disciplinato la corresponsione del cosiddetto «bonus bebè» del valore di 1.000 euro per ogni nuovo nato e adottato nel 2005 o nell’anno 2006. –spiegano i consiglieri Sisti e Sigismondi- Tra i requisiti richiesti la legge ha previsto altresì il limite di 50.000 euro di reddito complessivo per il nucleo familiare. Le disposizioni normative si riferivano genericamente al “reddito complessivo”, non specificando se fosse al “lordo” o al “netto”, così molti genitori hanno avanzato domanda, ritenendo “in buona fede” che il requisito del limite di reddito fosse da riferirsi all’importo «netto» e non al «lordo».”

“Circa 8.000 famiglie pertanto sono incorse in errore ed in buona fede hanno compilato un’autocertificazione che riportava il reddito netto, senza immaginare di poter incorrere in una indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”

“Nelle scorse settimane – a distanza di cinque anni dai fatti – il Ministero dell’Economia e delle Finanze – dipartimento della ragioneria generale dello Stato – ha contestato ad 8.000 famiglie l’indebita riscossione del bonus bebè ed ha intimato la restituzione dei 1.000 euro «illecitamente» riscossi, oltre al pagamento della sanzione amministrativa (3.000 euro) nel caso venga accertata la violazione dell’articolo 316/ter del codice penale (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato). Il Minitero dell’Economia e delle Finanze avvertiva altresì le malcapitate famiglie che avrebbe provveduto a fare apposita segnalazione alla Procura della Repubblica per accertare la violazione dei reati di truffa ai danni dello Stato (art.640 comma II C.P.), falsa attestazione a pubblico ufficiale (art. 495 C.P.) e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art.483 C.P.).”

“Le famiglie coinvolte – aggiungono Sisti e Sigismondi- stanno vivendo giorni di grande preoccupazione, pur consapevoli di aver agito in totale buona fede, perché potrebbero trovarsi ad affrontare dei procedimenti penali oltre a dover pagare consistenti sanzioni amministrative.
E’ necessario quindi escludere sin da subito sanzioni per le famiglie che hanno agito in buona fede”
“Con la mozione da noi presentata – concludono i consiglieri Sisti e Sigismondi – chiediamo al Presidente della Provincia di Chieti e alla Giunta Provinciale di rappresentare al Governo ed al Parlamento, tenuto conto delle circostanze di fatto che hanno indotto in errore circa 8000 famiglie italiane, la necessità di assumere ogni utile iniziative affinchè gli uffici territoriali della ragioneria generale dello Stato provvedano alla ripetizione del bonus bebè per soli 1000 euro  senza interessi e sanzioni, escludendo sin da subito ogni eventuale responsabilità di carattere penale delle famiglie coinvolte”.

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