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Fosso Marino, ora indaga anche il Noe

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VASTO – Un nuovo sversamento di liquidi di natura indefinita e sospetta si è verificato oggi a Fosso Marino. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto ha aperto un’inchiesta. Indagano l’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico.

A luglio la rottura di una condotta che scorre sotto via Martiri Istriani aveva causato la fuoriuscita di liquami fognanti, che si erano riversati in mare. Per una settimana 500 metri di spiaggia erano rimasti interdetti alla balneazione.

Oggi pomeriggio la notizia è stata diffusa da Stefano Moretti, responsabile dell’associazione Azzurro per la libertà. Guardia costiera e Nucleo operativo ecologico dei carabinieri sono al lavoro da stamattina per scoprire le cause della sporcizia che è tornata a scorrere sul letto di Fosso Marino.

“Il problema degli scarichi fognari di Vasto Marina – scrive in un comunicato Daniele Di Fonzo, comandante della Guardia costiera – è oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica affidata alla Guardia costiera e al Noe dei carabinieri. Gli organi amministrativi competenti alla gestione e alla risoluzione della problematica sono stati sistematicamente informati e invitati ad adottare i provvedimenti di rispettiva competenza. Gli sviluppi – conclude il tenente di vascello – sono oggetto di costante monitoraggio da parte degli organi inquirenti”.

Il coinvolgimento del Noe di Chieti può significare che gli investigatori non escludono il gesto volontario compiuto da qualche inquinatore.

Commenti – “A cosa servono le Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore? A non fermare l’espansione edilizia”. Lo afferma Antonino Spinnato, della Costituente ecologista: “Il fallimento delle Nta è sotto gli occhi di tutta la città, ed oltre. Al primo refolo di vento, o meglio, di fogna.
Ci si sarebbe aspettato uno straccio di proposta dal responsabile del settore, in merito al disastroso problema delle fogne a Vasto Marina”, afferma caustico l’ambientalista, secondo cui il sindaco, Luciano Lapenna, “farebbe bene a sollecitare l’Arta”, agenzia regionale di tutela dell’ambiente, “sugli insoliti ritardi delle ultime analisi effettuate ed informare i cittadini. I camion degli spurgo in queste ultime ore alla Marina di Vasto ci dicono tutto. Non sarebbe il caso di informare correttamente la cittadinanza?
Non serve mettere dei cartelli con i divieti, se poi i divieti  non vengono fatti rispettare. Altrimenti è solo un lavarsi le mani, nell’acqua sporca”.

“Appare inverosimile che, a tutt’oggi, i risultati degli esami ordinati da Circomare Vasto all’Arta(Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale), in data 8 agosto, su campioni di liquido prelevati da altro scarico a mare, sempre in zona centrale della spiaggia, non siano stati resi ancora noti”.

Lo afferma Massimo Desiati, consigliere comunale di Progetto per Vasto, in un’interrogazione indirizzata al sindaco, Luciano Lapenna.

“I risultati del precedente esame delle acque dello scarico apertosi da Fosso Marino, infatti, sono stati conosciuti nel giro di 48 ore”, aggiunge il leader di PpV.

Desiati chiede anche di verificare l’eventuale esistenza di “casi di salmonella e patologie infettive derivanti dal contatto con le acque prospicienti Fosso Marino, sulla spiaggia centrale di Vasto Marina”.

“Alla Asl non risulta nessun caso di salmonella”, ribattono il vice sindaco, Antonio Spadaccini, e l’assessore all’Ambiente, Anna Suriani.

Intanto, ogni mattina lo scarico apertosi lo scorso 4 agosto al centro della spiaggia di Vasto Marina viene ricoperto, ma puntualmente torna a riversare acqua in mare nel pomeriggio. Per questo, ogni giorno un’impresa del settore effettua operazioni di spurgo per conto di Sasi e Comune.

 

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