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Primarie a San Salvo, circola il nome di Arnaldo Mariotti

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SAN SALVO – Camillo Di Giuseppe mette i paletti: “Primarie a San Salvo? Assolutamente sì. Incontrerò gli altri partiti del centrosinistra per iniziare insieme questo percorso”, annuncia il segretario provinbciale del Pd. Arnaldo Mariotti. Il tam-tam della politica propone un nome di peso per la successione a Gabriele Marchese, sindaco dimissionario cui la legge concede fino al 23 agosto la possibilità di tornare in sella, ma di diverso orientamento sembra un centrosinistra che si è disperso in molti rivoli nel momento della sua crisi più profonda.

Si pensa al dopo. Che potrebbe essere anche un “prima”, visto che Arnaldo Mariotti è stato il predecessore di Marchese sulla poltrona più importante di palazzo di città. Cinque anni da parlamentare, poi un incarico di fiducia con Bersani ministro dello Sviluppo economico del Governo Prodi. Da mesi il nome dell’ex deputato diessino circola a San Salvo. Lui si è tenuto lontano dai riflettori. Anche e soprattutto nel momento di una congiuntura epocale del centrosinistra nella “Stalingrado d’Abruzzo”.
Solo le prossime settimane diranno se Mariotti intende “assecondare” i rumors che circolano non solo nei corridoi della politica sansalvese, ma anche in città.

In ogni caso, se dovesse scegliere di riprovarci, dovrebbe accettare di passare per le Forche Caudine delle primarie,  ormai obbligatorie per qualsiasi candidatura o carica rilevante nel Pd abruzzese. “Il partito ha scelto. In tutti i Comuni gli organigrammi si formano attraverso le primarie”, sentenzia lapidario Di Giuseppe, che nei giorni scorsi ha spento sul nascere i fuochi della battaglia interna ai democratici, con i fedelissimi di Marchese a chiedere la testa dei dissidenti, Rossi e Roberti, i consiglieri che in Consiglio hanno votato contro il bilancio di previsione.

Ma non sono gli unici ad aver dato il via alla crisi. La parola d’ordine è ricomporre. Rimettere insieme i cocci. Ma non ci si può limitare a discutere nelle segrete stanze. Serve un confronto pubblico in cui siano i sansalvesi a scegliere chi vogliono come aspirante sindaco del centrosinistra. “Coinvolgeremo tutte le forze politiche della coalizione, nessuna esclusa”, è l’iniezione di ottimismo che Di Giuseppe prova a somministrare a un’alleanza fiaccata dalla spaccature.

“Sentirò gli altri partiti per avviare insieme un percorso verso le primarie”, ma “senza imporre veti, né subirne”, precisa il leader provinciale del Pd, che ha un compito duro.
Oggi, a differenza di qualche anno fa, il centrosinistra sansalvese non è più così sicuro di vincere.

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