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Incendi dolosi, 8 casi irrisolti: vandali, ritorsioni o mitomani?

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VASTO – Il fuoco distrugge tutto e non lascia tracce. E’ così che rimangono mani ignote, non collegate ad alcun volto, quelle che a Vasto, da qualche settimana prima dell’inizio dell’anno, incendiano auto, locali commerciali, vegetazione protetta. E, non da ultimo, anche una barca nella notte del 16 agosto, la più affollata dell’anno. L’ennesimo allarme incendi dolosi è scattato durante i festeggiamenti del tradizionale appuntamento che segna il picco massimo delle presenze sulla riviera.

Mentre a Vasto Marina Niccolò Fabi cantava le ultime canzoni del suo concerto e poi migliaia di persone di riversavano in spiaggia in attesa dei fuochi pirotecnici, 4 chilometri più a Nord, nella baia di San Nicola, una barchetta di vetroresina in secca sulla spiaggia veniva bruciata e spinta in mare, prima che carabinieri e guardia costiera ne spegnessero la  carcassa ormai inservibile.
Un gesto che viene rubricato dai militari dell’Arma come “una bravata” compiuta da qualcuno che ha deciso di divertirsi così nelle notti ferragostane.

I casi irrisolti – Si allunga la lista degli incendi dolosi: 8 i casi misteriosi più rilevanti su cui indagano le forze dell’ordine.
Non è facile, perché il fuoco distrugge tutto.
Una serie di roghi che non ha nulla a che vedere con la catena impressionante che mise a ferro e fuoco Vasto e San Salvo tra il 2006 e il 2007.

La scia di fuoco – Il 2 gennaio a San Salvo viene data alle fiamme la Renault “Megane cabrio” del 67enne proprietario di un bar della marina. Proprio in quel locale il 5 novembre gli ignoti avevano sfondato la porta d’ingresso per gettare all’interno una bottiglia piena di liquido infiammabile.
E’ il 10 gennaio quando iniziano i roghi a catena. Quella notte nel mirino finisce la Ford “C Max” di Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale di Vasto. Il prefetto di Chieti convoca d’urgenza una riunione straordinaria del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza.

Il giorno 12 tocca alla Citroen “C3” di proprietà della moglie di un brigadiere dei carabinieri in servizio presso il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Vasto. La vettura era parcheggiata sotto casa, in via Alborato. La scia di fuoco si allunga ancora il 14 gennaio. A Vasto Marina, lungo il centralissimo viale Dalmazia, una bottiglia di plastica piena di benzina o altro liquido infiammabile viene lanciata contro il parabrezza della Fiat “Punto” di un operaio rumeno che lavora in un’azienda della Val di Sangro. Passano tre giorni. E’ il 17 gennaio. Le fiamme avvolgono questa volta l’Audi “A4” di un quarantenne in via Zara, nel cuore della località balneare. Il 23 febbraio è la volta di un’agenzia funebre di San Salvo. Il 18 maggio misteroso incendio a una roulotte parcheggiata in un camping vuoto. Vandalismi, ritorsioni o gesti di qualche mitomane? Domande ancora senza risposta.

Michele D’Annunzio

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