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"Festival, manifestazione ridimensionata"

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VASTO – Da Enzo La Verghetta riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di risposta alle riflessioni di Vincenzo Scardapane sul Vasto film festival:

Sig. Vincenzo, non ho chiesto spiegazione al sindaco Lapenna sui costi della manifestazione, ma una verifica sulla validità, costi e ricavi non solo economici. Mi pare che qualunque buon padre di famiglia, specialmente durante una crisi economica, debba valutare la validità delle spese che andrà a sostenere e poi verificare se l’investimento è stato fruttuoso anche per prender dei correttivi per la prossima spesa/edizione. Ripeto, questo è un sano principio di gestione, quindi deve essere fatto per ogni investimento, se questo non viene fatto, vuol dire non operare in modo responsabile. Poi sul principio di informare i cittadini possiamo aprire una discussione. Spero che lei sia d’accordo su quest’approccio.  Poi mi sembra che l’abbia buttato in “caciara “, come dicono a Roma, sul termine “prioritario”, con tanti esempi, come per dire: c’è tanto da fare, non riusciamo a fare tutto e allora andiamo avanti con il festival.

Certo il cinema può essere cultura, ma avere una manifestazione “ridimensionata”, dove si presentano film già usciti nelle sale e già venduti in formato DVD da alcuni mesi, è stato un salto di qualità culturale? Oggi ci sono tanti festival del cinema, per avere visibilità non ci si può presentare con una manifestazione “ridimensionata”. Non entro nello specifico per quanto riguarda lo spessore culturale delle singole pellicole, ma non mi sembrano tutti da cineteca. Poi dal suo resoconto non traspare che le interviste non sono state così formative per il pubblico presente.

Finendo, lei ha tutto il diritto di disinteressarsi dei soldi, che ha elargito in tasse, ma deve anche accettare che ci sia qualcuno che è interessato sul buon esito di questo investimento forzoso.

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