vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Paola Cortellesi: "Imparerò come si fa il brodetto"

Più informazioni su

VASTO – “Devo venire qua a imparare come si fa il brodetto”. Oltre mille persone nel cortile di Palazzo D’Avalos, altre 300 ad aspettare fuori per foto e autografi. Paola Cortellesi fa il pienone nella serata conclusiva del sedicesimo Vasto film festival.

L’arrivo – La conduttrice di Zelig arriva in piazza Pudente dopo le 21.20. Prime foto di rito accanto al patron della manifestazione, Edmondo Del Borrello, e al sindaco, Luciano Lapenna, che le chiede: “Conoscevi già Vasto?”. “Sì, ci ho girato un film”. Allora il primo cittadino era Filippo Pietrocola.

A Il Posto dell’anima, pellicola diretta da Riccardo Milani e con un cast di tutto rispetto (Cortellesi, Silvio Orlando e Michele Placido) viene dedicata la parte finale dell’intervista condotta da Maurizio Di Rienzo.

La serata – Agenti di polizia e staff fanno strada alla protagonista nella passerella centrale del cortile della storica residenza marchesale.

Gente dappertutto. Centinaia di flash di spettatori che non si lasciano sfuggire l’opportunità di portare a casa uno scatto con uno dei personaggi più conosciuti della tv italiana. E non poche difficoltà per i fotografi professionisti a districarsi tra la folla.

Qualche minuto seduta in prima fila, poi sul palco, dove raccoglie subito l’applauso più lungo dell’edizione 2011. Lei che è di famiglia abruzzese (“Senza l’Abruzzo non sarei qui”) e in questi giorni si trova a Pescasseroli.

Di Rienzo, nel chiamarla accanto a sé, snocciola tutti i settori in cui si è cimentata: “Attrice, imitatrice, cantante, presentatrice. E poi il doppiaggio”.

Non è stata una serata esilarante. Un’intervista seria, come nello stile del Festival di quest’anno, ma costellata di battute. Tappe importanti della carriera. Ma si parte dall’ultimo lavoro, che non è nel mondo del cinema, ma in televisione. A Zelig, il programma che ha riportato il cabaret nel piccolo schermo.

“Ho accettato di farlo – dice la Cortellesi – perché da anni volevo lavorare con Gino e Michele”, gli autori dello show di Canale 5, divenuti famosi anni fa al grande pubblico per il libro Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano. “Così ho capito che mestiere difficile… impossibile è quello del cabarettista. Ci vuole coraggio ad affrontare una marea di gente, 3mila persone al Teatro degli Arcimboldi di Milano”, perché a Zelig “non sono figuranti. E’ un pubblico vero. Con Claudio Bisio”, l’altro conduttore dello show di Mediaset, “ci corteggiamo artisticamente da anni” e ora “mi sono ritrovata a fare da spalla a Claudio e a lanciare assist ai comici”, perché “il più grande onore è essere quella che fa ridere le persone”. Applauso.

La tv e il cinema – La critica alla televisione è stato il comune denominatore di tre dei quattro ospiti del Vff. Aveva iniziato Kim Rossi Stuart, ha proseguito Francesca Inaudi, senza però rinnegare il successo avuto con Distretto di polizia. Ora tocca alla Cortellesi criticare alcune formule standard utilizzate da anni: “In tv molti format non fanno male a nessuno, ma rendono tutto omologato”.

Ruoli comici, ma anche impegnati, come quando ha interpretato Maria Montessori: “Non dovevo farlo io, ma un’altra attrice di cui non vi dirò il nome. Lei non ha potuto esserci perché era in stato interessante. Stavano per rinunciare. Poi il produttore, Gianluca Valsecchi, mi ha detto: Tu sei Maria Montessori. Voglio vedere la tua grinta. Ho preso molto Polase”, dice tra le risate ghenerali. “Dovevo recitare una donna di 70 anni, quindi ci volevano 6 ore di trucco”.

Strada facendo, tra spezzoni video proiettati sullo schermo gigante, commenti e sorrisi, si arriva a Il posto dell’anima, il film girato a Vasto e uscito nelle sale nel 2003. “E’ andato benino, poteva andar meglio. Oggi, con la realtà attuale, andrebbe riproiettato”, afferma Di Rienzo. “Ho lavorato – ricorda Paola – con grandi attori come Silvio Orlando e Michele Placido. Erano presenti anche i tre operai veri”, protagonisti di una storia di disoccupazione.

Tante comparse vastesi. Qualcuno in platea si riconosce. Ad esempio Gianfranco Daccò, che al Vff 2011 fa le riprese per Rai3. E sulla pellicola, sempre con la telecamera in spalla, fa il figurante. Si vedono luoghi familiari, a partire da corso De Parma e piazza Barbacani, dove furono ambientate le scene del corteo di lavoratori.

Come Pupi Avati la sera prima, la Cortellesi ricorda anche l’aspetto culinario. Non ricorda come si chiama la zuppa di pesce. “Brodetto”, gli dice Di Rienzo. Lei sorride: “Devo venire qua a imparare come si fa”.

Poi la premiazione. A consegnare la statuetta della Bagnante è Antonio Del Casale, 22 anni, il più giovane consigliere comunale di Vasto. “Uno dei più giovani d’Italia”, sottolinea il presentatore.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su