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Tribunale, rischio chiusura: lo stop arriva sui costi

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VASTO – “L’accorpamento” dei Tribunali di Vasto e Lanciano a quello di Chieti “avrebbe l’effetto di bloccare la macchina della giustizia per almeno due anni”, sottolinea Nicola Artese, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto.

La battaglia si può fare. Diminuire il numero dei palazzi di giustizia significa aumentare i costi.  E’ su questo che si può far leva per scongiurare una chiusura tutta da confermare, visto che anche in caso di fusione tra i tre Tribunali, a Vasto e Lanciano rimarrebbero molto probabilmente delle sedi staccate.

Costi – E’ la Ragioneria generale dello Stato a certificare l’aggravio degli oneri proprio mentre l’emendamento sui cosiddetti tribunalini presentato dal ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, è all’esame del Parlamento, in commissione Bilancio.

“La Ragioneria generale dello Stato – spiega Artese – ha preteso l’inserimento di un’apposita clausola di invarianza per mettere nero su bianco che dalla norma non devono derivare maggiori oneri. Nel testo del ragioniere genrrale Mario Canzio infatti si legge che l’ampia portata del processo di riorganizzazione andrebbe valutato alla luce di appositi elementi, volti a delineare l’impatto organizzativo sugli uffici e sul personale del ministero, nonchè l’assenza di maggiori oneri. Come era logico prevedere, il processo di revisione delle circoscrizioni giudiarie ha un alto costo e non rappresenta uin risparmio di spesa. La situazione che ci riguarda direttamente è emblematica: il Tribunale di Chieti non ha le strutture per assorbire altri due Tribunali. L’accorpamento avrebbe l’effetto di bloccare la macchina della giustizia per almeno due anni”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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