vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Vasto, centrodestra diviso: "Due opposizioni, forse tre"

Più informazioni su

VASTO – “Due sicure, forse anche tre”. Basta una battuta a Massimiliano Montemurro per rendere l’idea: a Vasto le strade dell’opposizione si dividono. Sarebbe meglio dire opposizioni. Al plurale.

Il parco della Costa teatina è la scheggia che rischia di mandare in frantumi la vetrina che il centro e il centrodestra avevano allestito nell’ultima settimana della campagna elettorale di maggio: i simboli di tutti i partiti e dei movimenti in bella evidenza di fianco al nome di Mario Della Porta, il candidato sindaco di Pdl e Udc, poi sostenuto da tutti quelli che si collocavano al di fuori del centrosinistra.

Ma il picchio delle divisioni aveva iniziato a martellare le gambe della sedia dell’ex magistrato già una decina di giorni fa, quando le forze di minoranza non avevano trovato un accordo sulla presidenza della commissione di vigilanza del Consiglio comunale. “Da ora esistono due opposizioni”, aveva commentato Davide D’Alessandro (Alleanza per Vasto) dopo aver visto sfumare la presidenza.

A dire la verità, già dal 18 settembre, giorno del primo Consiglio e del primo abbandono dell’aula dei consiglieri di minoranza, il “non mi appassiona la via giudiziaria” pronunciato da Massimo Desiati (Progetto per Vasto) per dire che lui il ricorso al Tar non lo avrebbe firmato aveva iniziato a erodere la colla del nastro adesivo con cui il centrodestra aveva legato la coalizione nelle ultime battute della competizione elettorale.

Ma è sul Parco che la spaccatura emerge in modo netto. Desiati bolla come “fantasie” la proposta di referendum del Pdl.

“Il Parco ha un senso, se abbraccia le aree dell’ex tracciato ferroviario e quelle vincolate”, dice Nicola Del Prete (Alleanza per l’Italia). “Ma, dal momento in cui si decide il perimetro, vanno azzerati gli enti di gestione delle altre aree protette, come Punta Aderci. La nostra posizione è la stessa della campagna elettorale. Il Pdl dica se vuole o no il Parco della Costa teatina”.

“Non solo contrario a un’ampia concertazione, che coinvolga cittadini e realtà associative”, prova per un attimo a smussare gli angoli Massimiliano Montemurro (Udc), che poi avverte: “C’è una legge nazionale, ragion per cui non possiamo decidere se fare il Parco o no. Visto che si deve fare, ognuno compia un atto di responsabilità. Su questo e su altro, le posizioni di Pdl e Udc non sono uguali. Quante opposizioni ci saranno a Vasto da ora in poi? Due sicure, forse anche tre”.

Davide D’Alessandro (Alleanza per Vasto) allarga il tiro: “Siamo volontariamente separati. Noi siamo un’altra cosa rispetto al Pdl, come Casini, Fini e Rutelli sono diversi da Di Pietro e Bersani. La vicenda della presidenza della commissione di vigilanza mi ha permesso di capire che serve un’unione dei moderati. Prima possibile con ApI e Udc daremo vita a una federazione e a un portavoce unico. E nel Consiglio comunale di giovedì prossimo – avverte D’Alessandro – non ho alcuna intenzione di uscire dall’aula quando si voterà sulla Costa teatina”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su