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Di Pietro: "Nel 2012 a Vasto per trasformare il Paese"

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VASTO – “A Vasto, il prossimo anno, spero che possiamo ancora essere qui, non per dire cosa vogliamo fare, ma per dire che abbiamo iniziato a ricostruire il Paese”. Annunciando che anche nel 2012 la convention nazionale dell’Italia dei valori si terrà in città, Antonio Di Pietro chiude la tre giorni di Palazzo D’Avalos. Lo fa davanti al popolo dell’Idv, raccolto nel cortile della storica residenza dei marchesi. Dove fa caldissimo: è ancora piena estate.

Molti dei simpatizzanti ascoltano il leader ammucchiandosi nella metà a Sud-Est del cortile e in ogni punto dove non batte il sole, che dall’altra parte picchia duro. I cappellini bianchi distribuiti nella prima giornata e gli ombrelli che tornano a spuntare, come in ogni mattinata conclusiva degli ultimi sei anni, non bastano a riuparare dalla calura.

Con un discorso di un’ora il leader traccia il futuro dell’Idv. Ripete più volte che per la chiusura non ha scelto un discorso a effetto: “A Vasto abbiamo fatto qualcosa di importante, non solo per riscaldare i cuori, ma per rischiarare le menti”. Allude ai progetti per i prossimi mesi. Al dibattito con Bersani e Vendola per costruire il Nuovo Ulivo su cui l’altro personaggio forte dell’Italia dei valori, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ieri ha storto il naso proprio infiammando la platea di Palazzo D’Avalos.

Delle cose dette da Bersani venerdì, “possiamo accettare i tavoli programmatici per individuare i 10 punti 10, le priorità, col contributo della società civile e senza steccati ideologici”. Un concetto, quest’ultimo, che ripete altre 3 volte, partendo dalle affermazioni di Vendola: “Ha detto: Non posso accettare l’alleanza con l’Udc perché su alcuni punti del programma siamo diversi. Ma se ci mettiamo d’accordo su un punto e poi ne troviamo un altro e un altro ancora, ne troveremo sempre uno diverso. C’è solo un modo per non trovarne: andare da soli, ma anche in quel caso si troverebbero differenze all’interno del partito, perché ognuno di noi ha una testa”. Invece “dobbiamo individuare i punti prioritari che interessano al Paese, non a noi”.

Affermazioni che sembrano non chiudere la porta all’Udc, cui nel dibattito con i leader di Pd e Sel moderato da Enrico Mentana il presidente dell’Idv aveva lanciano un appello: “Devi dire con chi ti vuoi sposare”.

L’ex pm dell’inchiesta Mani pulite invoca nel centrosinistra “una sintesi che può mandare a casa il Gheddafino nostrano. Per farlo – dice alla platea di militanti e simpatizzanti – dobbiamo anche accettare una riduzione del nostro programma”. Ma “se mi impegno a fare un pezzo di strada insieme, lo devo fare senza mettere steccati. Significa individuare le cose da fare. Dobbiamo uscire dai tatticisimi. Non crediamo ci sia tempo fino al 2013. Dobbiamo lavorare perché si vada a votare prima del 2013. Domani depositeremo la richiesta di voto segreto sull’autorizzazione alle intercettazioni al deputato Milanese” del Pdl. “Noi siamo in 22 deputati, ne servono 30. Ci auguriamo ci siano deputati che votino secondo coscienza e non in base a compravendita. Dobbiamo combattere contro la modifica della legge sulle intercettazioni”.  

Di Pietro rifiuta l’ipotesi di governi di larghe intese, ma se gli dicessero che “entro 120 giorni si rifà la legge elettorale, in questo caso non diremmo di no a un impegno a termine”.

Le scadenze – “Al massimo entro dicembre – afferma il presidente del partito del gabbiano – dobbiamo chiudere la coalizione e il programma. Il prossimo anno partire con le primarie” perché “ad avviarsi per tempo, si arriva in orario”. E’ una delle affermazioni in dipietrese dell’ultima giornata. Come “la storia del benzinaio di Teramo. Voi già la sapete, ma la ripeto per chi ci segue tramite la rete internet- Tornavamo a casa, in Molise, da Milano. Ci fermiamo a Teramo a fare benzina. Si ferma un pullman. Scendono le persone. Mi dicono: Bravo. Foto, autografi. Il capo mi dice: Bravo, Di Pietro. Non ti abbiamo votato, ma tu vai avanti lo stesso. Meno male che ci siete voi. Non vorrei che, a forza di meno male, rimane il meno, meno meno. Il pullman era di Treviso e andava a San Giovanni Rotondo. Allora dico: non aspettate che Padre Pio risolva i problemi. Dovete pensarci voi. Dobbiamo pensarci noi”.

Le priorità – Al primo posto Di Pietro mette “il lavoro e l’occupazione”, al secondo “passare come una ruspa su caste e incarichi extra moenia. La prima cosa da fare sarà indire la gara per la vendita del parco auto blu. Dobbiamo realizzare una scarnificazione dei privilegi e ritornare a una gestione francescana della politica”.

I saluti – In chiusura l’ex magistrato annuncia che la sede della festa nazionale dell’Idv sarà la stessa anche nel 2012: “A Vasto, il prossimo anno, spero che possiamo ancora essere qui, non per dire cosa vogliamo fare, ma per dire che abbiamo iniziato a ricostruire il Paese”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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