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Scoppia la protesta: "Pendolari ammassati sui treni"

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VASTO – Finisce l’estate, studenti e pendolari ricominciano a viaggiare in massa e i treni, come al solito, sono troppo piccoli per ospitare tutti. Posti a sedere esauriti e viaggiatori costretti a stare ammassati in piedi nei corridoi e davanti alle porte d’uscita dei convogli.

E’ la tratta Termoli-Pescara, quella più affollata perché utilizzata da lavoratori e universitari, a far registrare i disagi maggiori. Alla stazione di Vasto-San Salvo scoppia la protesta di chi ogni giorno prende il treno per raggiungere il capoluogo adriatico.

“Stamattina alle 7 sul treno Minuetto della Sangritana viaggiare era praticamente impossibile”, racconta D.C., pendolare del Vastese. Un’ora di viaggio che diventa un’Odissea. “I treni sono insufficienti a contenere tutte le persone che devono servirsene per raggiungere il luogo di lavoro o di studi. Una situazione che sta diventando insopportabile”.

Disagi acuiti dai tagli che, nel corso degli anni, hanno privato lo scalo ferroviario di contrada San Tommaso di importanti treni a lunga percorrenza. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: chi, a determinati orari, deve partire per raggiungere le grandi città del Nord e non trova un convoglio diretto, deve prendere il regionale e fare scalo a Pescara. Così le tratte locali si sovraccaricano ancor di più. E i treni, che già non bastano per soddisfare l’utenza giornaliera, sembrano ancora più piccoli.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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