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Marco Santini, dal Pudente alla "Normale"

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VASTO – Marco Santini, 19 anni a novembre, ha conseguito la maturità classica presso il Liceo L.V. Pudente di Vasto. In estate ha sostenuto i duri test di ammissione alla Scuola  Normale Superiore di Pisa, per tutti la “Normale”, l’università per eccellenza. Abbiamo chiesto a Marco di raccontarci questa sua esperienza.

Arrivare ad entrare alla “Normale” è sicuramente qualcosa che parte da lontano. Quando è nata questa intenzione?
Ho iniziato a sentir parlare della Normale di Pisa quando facevo ancora le scuole medie, dalla mia professoressa di italiano, ma allora mi preoccupavo relativamente di prendere una decisione del genere. In ogni caso è stata sicuramente la mia forte passione per tutto ciò che è cultura in generale e per le lettere in particolare a farmi interessare a un percorso di studi sui generis, come questo. Certo, la decisione di provare il test è stata parecchio meditata negli ultimi due anni.

Quanto ti ha dato il liceo classico a Vasto?

Sono molto devoto al mio Liceo Classico. Rifarei la mia scelta a occhi chiusi, e chi mi conosce lo sa bene. Ho avuto la fortuna di imparare, al Pudente, a essere duttile, con una mente aperta, pronto ad affrontare difficoltà non indifferenti, ad accostarmi ai miei studi credendo in quello che faccio.

Hai integrato la tua preparazione a livello personale?
I programmi richiesti dalla Normale per i test di ammissione sono vastissimi, e vanno oltre quello che, per motivi di tempo, si riesce a fare entro l’ultimo anno del triennio superiore. Quindi ho dovuto integrare i programmi liceali con alcune letture e approfondimenti personali, senza contare lo studio di testi o saggi dei quali è richiesta conoscenza integrale.

A quale corso sei iscritto?
Mi sono iscritto al corso di Lettere Antiche dell’Università di Pisa, e seguirò parallelamente in Normale le lezioni e i seminari attinenti a questo percorso di studi. Non ancora sappiamo i titoli dei corsi, devono ancora insediarci ufficialmente!

Come si svolgono i test della Normale?
Il test per l’ammissione in Lettere prevede tre prove scritte e tre prove orali su materie scelte dal candidato. Io ho scelto Latino, Storia e Filosofia, per cui ho affrontato una lunghissima versione di Tito Livio e due temi, uno sull’Idea di Nazione, per Storia, e l’altro sulla tolleranza, per Filosofia. Se si raggiunge nelle prove scritte una media uguale o superiore a 70 punti, si viene ammessi alle prove orali. Al colloquio la commissione dà spazio agli interessi personali del candidato e valuta con particolare attenzione lo spirito critico e la capacità di discorso e di fare collegamenti, anche se sono richieste conoscenze alcune volte molto specifiche. Allo stesso modo, se si ottiene una media uguale o superiore a 70 punti nelle prove orali, si viene dichiarati idonei a frequentare la Normale.

Il primo pensiero quando hai saputo di essere stato preso?
Appena ho letto il mio nome tra gli idonei non credevo ai miei occhi! Infatti la giornata degli orali mi aveva lasciato leggermente sfiduciato perché non tutto era andato brillantemente, ma a quanto pare mi sbagliavo! Inutile descrivere la mia contentezza: avevo speso un’estate intera di studio e forte impegno per tentare di raggiungere questo traguardo, e alla fine i miei sforzi sono stati premiati!

Cosa vuoi fare da grande?
La domanda “cosa vuoi fare da grande?” ha una risposta sempre incognita. Il motivo per cui ho scelto di studiare Lettere Antiche, un campo nel quale il lavoro non è molto e non è facile trovarlo, è che vorrei continuare a fare “quello che mi piace”. Sono una persona curiosa, mi piace conoscere, mi piace viaggiare; e se in futuro avrò la possibilità di unire tutte queste cose ne sarò ben contento.

Cosa ti aspetti dal prossimo futuro in termini di studio, impegni…
Credo che mi aspettino mesi di lavoro non facile e che richiederà un impegno non indifferente, ma del resto è la strada che ho scelto e la affronterò con interesse. Dal canto mio, mi aspetto di poter soddisfare le mie curiosità toccando “con mano” (o, se preferite, “con mente”!) qualcosa di bello! Ma, ovviamente, mi impegnerò a non perdere le mie “radici”, la mia socievolezza, la mia voglia di stare insieme agli altri, i bei legami con i miei amici vastesi e non vastesi, e tutto ciò che ho ereditato da ormai tanti anni passati tra i Salesiani della Comunità di Vasto.

Ogni quanto tornerai a casa?
Prima di poter rispondere con certezza a questa domanda, dovrei prima capire bene come sono organizzati gli impegni di un “normalista”: ne avremo una prima infarinata il 3 ottobre, quando ci accoglieranno definitivamente. Ad ogni modo, non credo che essi mi permetteranno di tornare a casa di frequente… vedremo!

“Vorrei lasciare un messaggio, a tutti coloro che studiano, che lavorano, a cui piace fare quello che fanno. Questa esperienza, come anche alcune altre prima di questa, mi ha insegnato una cosa: credere profondamente in quello che si fa, in quello che si studia, è l’unico modo per poter esserne soddisfatti e per vedere il proprio mestiere, la propria vita, come “vocazione”!
Grazie, un saluto da Pisa, con simpatia!”

Giuseppe Ritucci

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