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Alinovi (Codici): "Videosorveglianza, solo chiacchiere"

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VASTO – “Che fine ha fatto la videosorveglianza? La attendiamo da quasi 6 anni. Per averla dobbiamo aspettare il terzo mandato di Lapenna, che non ci sarà, visto che per legge non può ricandidarsi?”. E’ con sarcasmo che Riccardo Alinovi, referente vastese dell’associazione Codici, torna a sollevare la questione sicurezza.

“A Vasto – afferma – le forze dell’ordine svolgono un lavoro importante, sia pure in condizioni di organico insufficiente. Il vice questore Cesare Ciammaichella ha più volte sollecitato l’installazione delle telecamere quale deterrente alla criminalità, che in questi giorni è tornata a colpire con furti e spaccio di sostanze stupefacenti. Sulla questione videosorveglianza ci sono molti punti oscuri da chiarire. Il primo a sollevare dubbi era stato l’ex assessore socialista Rocco Cerulli. Siamo nel sesto anno di amministrazione Lapenna, ma le telecamere sono ancora un miraggio. L’iter si è arenato. Il Comune – afferma Alinovi – non fa nulla per aiutare le forze dell’ordine a svolgere il loro importante servizio per la collettività. Qui ci sono grosse responsabilità del primo cittadino e della Giunta”.

Il progetto di installazione di 63 telecamere in 24 punti sensibili del territorio comunale è stato redatto dall’ingegner Paolo Gustuti, il professionista di Napoli che ha vinto la gara indetta dal Comune. L’amministrazione ha giustificato i ritardi sostenendo che Questura e Prefettura avrebbero chiesto modifiche per rendere più funzionale il sistema. Ma non ci sono novità nella procedura che, dopo il progetto esecutivo, dovrà portare all’espletamento della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori.

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