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Vescovo: "Disgustato dalla classe politica"

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VASTO – La concelebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria Maggiore, apre i festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo. Presiede l’arcivescovo Bruno Forte, con la presenza di tutti i parroci e tanti sacerdoti di Vasto. A dare il benvenuto, per la prima volta nella festa della città, è il parroco don Domenico Spagnoli. Al termine del suo discorso un sincero abbraccio con padre Bruno, di cui è stato segretario per 7 anni.

Nell’omelia, l’arcivescovo ha commentato le letture e ha affrontato temi sociali e d’attualità. “Saluto tutti i presenti, oggi è la festa di tutta la città e della nostra diocesi. Il messaggio che ci lasciano i tre arcangeli oggi è un messaggio di speranza, che però ci  rende umili e consapevoli che nessuno è padrone del mondo. Dobbiamo essere tutti umili cercatori della verità.

Anche in questa ora di prova dobbiamo sapere che Dio non ci abbandona. La nostra fiducia e la nostra speranza sono in Dio, che ci invita ad essere umili e coraggiosi al servizio della verità“.

La settimana scorsa mons. Forte ha scritto un articolo sul Sole 24 Ore, in cui esaminava, in maniera molto critica, l’attuale situazione del paese. Anche nell’interrvento di oggi è tornato sul tema.

“Viviamo in tempi di precarietà, come ricordato da don Domenico nel suo saluto iniziale. Noi pastori avvertiamo queste diffiicoltà, il problema di tante famiglie di non riuscire ad arrivare a fine mese, il dolore di chi ha perso il lavoro, di chi ha il posto a rischio o chi non lo ha per niente.

Anche io, nei giorni scorsi, ho espresso con forza il disgusto per una classe politica che non vediamo porre la giusta attenzione nei confronti di situazioni di sofferenza e disperazione. Anche durante quest’estate, il Parlamento ha emanato provvedimenti che si contraddicono. Tutto questo non da sicurezza e serenità al Paese, in un momento di crisi mondiale”.

Padre Bruno ha poi tracciato il percorso per poter superare questa difficile prova. “In tutto questo noi non perdiamo la fiducia. Dio è la medicina e se tutti ci impegniamo con onestà, con spirito di altruismo, con attenzione al bene comune, potremo superare la crisi.

Il mio appello è che i politici si sforzino di piacere a Dio. Ma ognuno di noi deve impegnarsi a vivere rettamente. E’ prezioso e necessario per superare la crisi. E rivolgo anche un appello a chi è chiamato ad impegnarsi e investire energie, ai tanti uomini e donne del mondo cattolico. Non è più il momento di stare alla finestra. Ci vuole un risveglio, un sussulto morale, un cambiamento radicale della classe politica.

Riportiamo i bisogni dei cittadini al centro della nostra azione, con uno stile di vita caratterizzato da sobrietà, da un rinnovamento etico. E’ questa la mia preghiera all’arcangelo Michele, nostro patrono, affinchè interceda per noi”.

Giuseppe Ritucci

 

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