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"Nel centro rubinetti a secco tutti i fine settimana"

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VASTO – “Ieri l’acqua se n’è andata alle 3 di pomeriggio”. Incredibile ma vero: nel centro storico di Vasto è ancora carenza idrica. L’estate è finita due mesi fa, ma i rubinetti rimangono a secco tutte le settimane. La situazione più critica nel triangolo compreso tra via Adriatica, via Magnacervo e Porta Nuova.

A raccontare una storia di giornaliere difficoltà è Paola Buda, parrucchiera-estetista che ha la sua attività in via Lago, una traversa della panoramica via Adriatica. “L’acqua manca principalmente d’estate”, spiega l’esercente, “ma anche in autunno e inverno siamo costretti a subire molti disagi nei fine settimana”, quando il consumo aumenta e la rete idrica colabrodo, unita agli insufficienti serbatoi d’approvvigionamento, non riesce a soddisfare le necessità di tutti. Tutto questo nonostante la città antica sia andata progressivamente spopolandosi. Oggi sono circa 8mila 500 i residenti. Si calcola che, nel corso degli anni, il borgo vecchio abbia perso almeno 3mila abitanti. Vasto si decentra mese dopo mese, anno dopo anno, rischiando di perdere la sua memoria storica.

Disagi vissuti non solo da chi abita nel cuore della città, ma anche dai titolari delle attività commerciali. “Ho contattato via mail la segreteria del sindaco, ma non si sono degnati nemmeno di rispondermi”, dice Paola Buda. “In questa zona le istituzioni sono assenti. Abbiamo un mare di domande rimaste senza risposte”.

A luglio, quando i cittadini erano già scesi sul piede di guerra, durante una conferenza della Sasi sulla qualità dell’acqua a Vasto, il dirigente del settore Servizi del municipio, Ignazio Rullo, affermava che non si può parlare di emergenza, ma di “ordinarie chiusure dei flussi idrici operate dalla Sasi”, la società che gestisce le tubature di acqua e fogne in provincia di Chieti. “Anche nelle serate d’inverno – ha affermato il funzionario – accade la stessa cosa. Le chiusure vengono effettuate sempre e comunque per riempire i serbatoi di approvvigionamento che, così, si riempiono e danno la giusta pressione per far sgorgare l’acqua. La città antica e, più in generale, tutte quelle abitazioni che sono sprovviste di autoclave, rimangono a secco”.

Fatto sta, che le reti sotterranee sono ridotte da tempo a un colabrodo. A tamponare le falle non sono bastate le oltre 600 riparazioni eseguite dalla Sasi a Vasto nel solo 2010.

Tra la primavera e l’estate corso Garibaldi è stato chiuso tre volte perché quattro falle avevano fatto franare l’asfalto in altrettanti punti tra piazza Verdi e piazza Barbacani. Stessa cosa era accaduta vicino al Teatro Rossetti. La rete rischia il collasso, se è vero che la Sasi ha promesso al Comune la sostituzione dell’intero tratto di condotta che scorre al di sotto di corso Garibaldi. Trecento metri di tubo malridotto. I lavori annunciati non sono ancora cominciati.

Intanto, a Vasto Marina non è più tempo di mettere le toppe. L’estate 2010 è stata da bollino nero. Nero come l’acqua di fogna che si è riversata in mare in due distinti periodi a luglio e agosto, causando l’interdizione alla balneazione di circa 550 metri di spiaggia. Gli imprenditori turistici parlano di grave danno d’immagine e chiedono al Comune investimenti per fare promozione nelle più importanti fiere di settore, sperando così di scongiurare il temuto crollo delle prenotazioni per la prossima stagione. E’ fissata per il 21 novembre la conferenza di servizi in cui Sasi e Comune daranno il via libera al progetto di raddoppio delle reti di scolo sulla riviera, dalla zona del Monumento alla Bagnante fino all’Oasi dell’anziano.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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