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Casa incendiata, ordine d'arresto per il tunisino ricercato

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VASTO – Incendio doloso, maltrattamenti in famiglia, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Per queste accuse il il Gip del Tribunale di Vasto ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Makram Arfaoui, il tunisino di 27 anni ricercato in tutta Italia dopo l’incendio doloso appiccato alla casa in cui viveva insieme alla moglie.

Il giovane è fuggito facendo perdere le sue tracce. Indaga il Commissariato, che ha inviato informative alla polizia di tutto il Paese, compresa quella di frontiera. “L’indole violenta del tunisino è emersa grazie ad una serie di testimonianze e di altri elementi che hanno messo chiaramente in evidenza la pericolosità potenziale del soggetto e la sua capacità a commettere reati contro la persona”, afferma Cesare Ciammaichella, vice questore di Vasto. “Arfaoui Makram, che non ha fissa dimora nel territorio nazionale, ha colpito violentemente un agente” del Commissariato “per sottrarsi alla cattura.
Chiunque avesse notizie di  lui è pregato di rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine”.

La notizia del 7 novembre – E’ ricercato in tutta Italia dalla polizia il tunisino che ha incendiato stanotte la casa della moglie ed è fuggito. Si chiama Makram Arfaouj, nativo di Bousalem.

Oggi pomeriggio Cesare Ciammaichella, dirigente del Commissariato di Vasto, ha diffuso questo comunicato per raccontare la vicenda: “E’ accaduto nella serata di ieri nella zona di via Ciccarone
L’autore del gesto è un tunisino di 27 anni. Da tempo – sostiene l’ufficiale di pubblica sicurezza – aveva dei contrasti con la moglie a causa del suo carattere aggressivo e violento che maltrattava e umiliava.

L’uomo era entrato clandestinamente in Italia, raggiungendo la moglie.
La donna, che viveva in Italia già da tempo, ha raccontato ai poliziotti intervenuti i maltrattamenti subiti.
Per ogni futile motivo veniva insultata, minacciata,  picchiata e obbligata a non uscire di casa.
Non aveva mai denunciato la situazione per paura delle reazioni violente dell’uomo. Esasperata dopo l’ennesimo litigio, aveva deciso di andare via di casa e chiedere ospitalità a sua sorella.
L’uomo l’aveva rintracciata telefonicamente e le aveva chiesto più volte di tornare a casa.

Terrorizzata dal fatto che potesse farle del male, la donna  aveva rifiutato, anche perchè il loro figlio di due anni si trovava in Tunisia presso i genitori del marito.
Per tranquillizzarlo, la donna  aveva promesso che sarebbe tornata nel giro di qualche giorno, inconsapevole del gesto che da li a poco l’uomo avrebbe compiuto.
Aveva riempito una valigia con qualche effetto personale e poi aveva appiccato il fuoco.
Era ancora fuori dalla palazzina quando la Volante della Polizia è intervenuta e il  denso fumo nero avvolgeva lo stabile.

Sul posto gli operatori hanno trovato anche la moglie dell’uomo che nel frattempo era stata accompagnata dalla sorella.
La donna aveva raccontato agli Agenti la sua vicenda e le sue paure e anche il fatto che suo marito era un clandestino. A questo punto l’uomo preso dall’agitazione, non potendo vendicarsi della moglie in presenza della Polizia, cominciava prima a privarsi dei vestiti e poi,mentre blaterava parole incomprensibili in tunisino, cercava di allontanarsi. Uno degli Agenti, capite le sue intenzioni lo fermava e nel tentativo di calmarlo, veniva improvvisamente colpito in pieno viso da un violento pugno.
In pochi attimi l’uomo si dileguava precipitosamente tra le strade adiacenti facendo perdere le proprie tracce.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe dato fuoco ad  un divano e in un attimo le fiamme si sono propagate incendiando le tende e i mobili.
Al momento sono attive le ricerche su tutto il territorio nazionale”.

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