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Furto delle ostie, il mistero della donna in sacrestia

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VASTO – Sono in corso le indagini dei carabinieri per risalire agli autori del furto delle due pissidi con le ostie consacrate, contenute all’interno del tabernacolo della Chiesa di San Giovanni Bosco.

Il capitano Loschiavo, ieri aveva scartato che il furto delle ostie consacrate potesse essere ricondotto a fenomeni di sette sataniche. “Nel nostro territorio non abbiamo presenza di fenomeni del genere. Tempo fa c’era stata una segnalazione, ma si trattava solo di ragazzi che si divertivano di notte ad accendere delle candele”.

Ma ci sono alcune coincidenze strane in questo furto, che potrebbero far pensare a qualcosa di più che una bravata, un atto per esprimere una qualche forma di ribellione o semplicemente per rubare le due pissidi, il cui valore di mercato è modesto.

Dalla ricostruzione di chi era in Chiesa mercoledì pomeriggio, emerge che il furto si è consumato nell’arco di 10-15 minuti al massimo. Qualche minuto prima delle 17, la donna che prepara l’occorrente per la Messa delle 18, aveva sistemato il calice e patena (dove si mette l’ostia grande), sull’altare. Qui sopra, come da decennale abitudine nella parrocchia, viene messa la chiave del tabernacolo. Dopo poco, una donna è entrata in sacrestia, chiedendo informazioni.

Il suo atteggiamento, come raccontato da chi era presente, ha creato molta confusione. Solo dopo, a mente fredda, si è riflettuto che la donna potesse essere complice di chi nel frattempo metteva in atto il furto sacrilego.

Il caso ha voluto che in quei momenti in chiesa non entrasse nessuno, cosa che raramente accade, visto che a quell’ora arrivano i fedeli per la recita del rosario. Il malvivente ha quindi potuto prendere le chiavi, aprire, rubare le due pissidi con le ostie, richiudere ed andare via. Come ricordato ieri, il meccanismo di apertura del tabernacolo è particolare. O il ladro lo conosceva o è stato molto fortunato a riuscire ad aprirlo in pochi istanti.

Se i ladri fossero stati interessati al valore materiale delle pissidi perchè non hanno preso il calice in bella mostra sull’altare per poi andare via? E’ questo il dubbio che spinge gli inquirenti a non tralasciare nessuna pista.

Ieri nella comunità parrocchiale di San Giovanni Bosco, ma un po’ in tutta la città, c’era aria triste. Un evento del genere non si era mai verificato. Il parroco, don Francesco Pampinella, ha però mostrato serenità, anche per rassicurare confratelli e fedeli: “La grandezza di Dio non si mette paura per il gesto di sconsiderati”.

Giuseppe Ritucci

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