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Ecco l'accordo Pilkington: sacrifici per i lavoratori

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SAN SALVO – Pause più brevi per tutti e meno soldi in busta paga per i nuovi assunti. E’ un accordo di crisi, quello siglato alla Pilkington di San Salvo. Nelle assemblee di fabbrica i lavoratori lo hanno approvato. Ma sono gli stessi sindacati ad ammettere che c’è stata forte astensione al momento del voto. Per gli operai si profilano 8 anni di sacrifici.

Ma prevede anche verifiche bimestrali l’intesa siglata il 7 dicembre scorso. L’obiettivo del documento che rimarrà in vigore fino alla prossima estate nello stabilimento di Piana Sant’Angelo è “preservare una capacità occupazionale complessiva superiore alle 2mila unità e gettare le basi per cogliere insieme le opportunità che il gruppo Nippon sheet glass”, proprietario della Pilkington di San Salvo “e il mercato potranno dare”. Nero su bianco la finalità dell’accordo: “L’obiettivo che le parti condividono è quello di contenere l’importante componente economica del costo del lavoro sul costo totale del prodotto”.

Stipendi – Per le persone che verranno assunte dal momento dell’entrata in vigore dell’accordo, saranno abrogati gli accordi aziendali: i nuovi assunti prenderanno esclusivamente la paga base. Niente premio speciale, premio di produzione, quota di valorizzazione e “ogni altro accordo di secondo livello che incida sulla retribuzione del personale”. Non solo. Solo dopo 6 anni di lavoro nella fabbrica di San Salvo i dipendenti troveranno in busta paga il premio di partecipazione.

Orari e pause – Ridotte da gennaio le pause di lavoro. “Oggi – si legge nel documento – il sistema di rotazioni con pause in linea non è mai inferiore a una media di 80 minuti su un orario standard di 8 ore giornaliere. Il sistema delle pause fuori linea non è mai inferiore a una media di 60 minuti su un orario standard di 8 ore giornaliere”. Invece, col nuovo accordo, è previsto un “limite massimo di 45 minuti di riposo ogni 8 ore di lavoro. Fanno eccezione le rotazioni in linea degli impianti TO1 e TO3, laddove il limite massimo di pausa è proposto in misura pari a 60 minuti, stanti i maggiori livelli di manualità previsti su tali impianti”. Un’apposita commissione tecnica, costituita da rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori, valuterà i carichi di lavoro. Mentre “per tutte le posizioni di lavoro fuori linea” è fissato “il nuovo limite massimo in 30 minuti”.

Ferie – I lavoratori dello stabilimento di San Salvo andranno in ferie “due settimane consecutive nel mese di agosto, più una terza settimana in concomitanza con le festività natalizie e una quarta settimana opzionale nel resto dell’anno da fruire individualmente e da condividere con il proprio responsabile. Qualora, invece, le condizioni di mercato dovessero imporre una fermata estiva di tre settimane, la fruizione della settimana opzionale sarà inglobata all’interno della fermata estiva”. 

Precari – Trentacinque interinali verranno assunti dall’azienda di Piana Sant’Angelo a gennaio con “contratti di apprendistato professionalizzante e contratti a termine”. La priorità verrà data a coloro che già dal 2008 lavorano per la Pilkington. “I restanti, fino a un massimo di 35 trasformazioni” da lavoratori interinali a dipendenti dell’azienda di San Salvo “saranno individuati tra il personale” che ha firmato il “primo contratto nel 2009”.

Azienda e sindacati confederali si impegnano “a richiamare in caso di necessità produttive il personale somministrato presente alla data odierna”, cioè 103 precari che a fine cassa integrazione resteranno senza lavoro.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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