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Torna libero il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando

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VASTO – Torna a casa Vincenzo Orlando. Il Gip del Tribunale di Larino, Roberto Veneziano, ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata da Giovanni Di Santo, l’avvocato del capitano dei carabinieri originario pugliese e residente a Termoli. L’ex vice comandante dei carabinieri di Vasto è finito nell’inchiesta Dark Report, condotta dalla Procura di Larino sulla vendita delle aree dell’ex acciaieria Stefana, della zona industriale di Termoli. Un’accusa di corruzione sorta dalle intercettazioni telefoniche, ma estranea alla vicenda che riguarda il sito industriale.   L’avvocato Di Santo ha presentato anche ricorso al Tirbunale del riesame di Campobasso. L’udienza si terrà tra il 3 e il 5 gennaio.
Quando era ancora tenente, Orlando è stato vice comandante della Compagnia di Vasto, dove era anche responsabile del Nucleo operativo e radiomobile. Poi la promozione al grado di capitano e, dopo alcuni mesi, nel 2009, il trasferimento al Comando legione di Chieti. A settembre all’ufficiale era stato assegnato il comando della Compagnia di Atessa. Attualmente è sospeso dall’incarico in attesa che si chiarisca la vicenda. Il Gip ha confermato la sospensione. Dal 19 dicembre la Compagnia di Atessa è diretta dal tenente Antonio Moramarco.
L’udienza del 22 dicembre – Ha respinto le accuse. Il capitano Vincenzo Orlando, ex vice comandante dei carabinieri di Vasto finito ai domiciliari nell’inchiesta Dark Report della Procura di Larino, ha risposto alle domande del Gip, Roberto Veneziano.

Assistito dall’avvocato Giovanni Di Santo, del Foro di Vasto, Orlando si è detto estraneo all’ipotesi di corruzione formulata dalla Procura nei suoi confronti. Al magistrato l’ufficiale dei carabinieri, sospeso dal servizio dopo l’avvio dell’inchiesta giudiziaria che lo tocca solo marginalmente, ha detto di non aver fatto alcuna pressione per ottenere il trasferimento dalla Compagnia di Atessa, dove era comandante, a quella di Larino. Semmai, secondo la difesa, a proporglielo sarebbe stato Antonio Malerba, ex assessore comunale a Termoli e personaggio chiave di questa vicenda. Anche perché Orlando era in servizio ad Atessa da un anno e mezzo, mentre “la disciplina militare impedisce i trasferimenti dopo un lasso di tempo così breve”, ha affermato l’avvocato Di Santo, secondo cui “non è stata nemmeno contestata la lettera minatoria della quale ho sentito dire. Non c’è alcuna lettera minatoria, ma solo una lettera privata che Malerba voleva far recapitare alla figlia in busta chiusa, della quale Orlando non conosce il contenuto”. Per la difesa, il fatto che la lettera sia stata consegnata alla figlia dai carabinieri di Tocco da Casauria, dove la ragazza risiede insieme al suo convivente, vuol dire sono che è stata recapitata insieme a un esposto presentato dal padre della giovane, che non riusciva più a parlare con la figlia.

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