vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Chiusura dei corsi professionali, genitori si incatenano per dire no

Più informazioni su

VASTO – Si sono simbolicamente incatenati davanti all’ingresso del Municipio, per protestare contro la mancata attivazione dei corsi di formazione professionale nelle scuole dei Gabrielini e dei Salesiani. Ormai sono due anni che la Regione non eroga contributi per i nuovi corsi e così i ragazzi, circa 170 in lista d’attesa,  non hanno la possibilità di vedere riconosciuto il diritto allo studio, trovandosi sbarrato il percorso della formazione professionale. La promotrice dell’azione di protesta  è Patrizia De Rosa, che ha trovato il sostegno di altri genitori. A sostenere l’iniziativa erano presenti il coordinatore locale di Fli, Giuseppe La Rana, insieme ai membri del direttivo Stefano Moretti e Antonio Vinciguerra, il consigliere comunale di Progetto per Vasto Andrea Bischia e Fabio Cedro, in rappresentanza dei Cobas per il lavoro precario. Chiedevano di parlare con il sindaco, che però non era presente in Municipio, affinchè ascoltasse le loro motivazioni.
I genitori sono sconsolati, perché ormai da due anni non sanno cosa fare. I ragazzi, che vorrebbero affrontare il percorso della formazione professionale, valido per il completamento della scuola dell’obbligo e per conseguire un attestato professionale, sono quindi costretti a frequentare, chiaramente senza stimoli, le scuole tradizionali, o, superati i 16 anni, a restare a casa.

“Chiediamo la possibilità per i nostri figli di avere un’istruzione –dice a Vastoweb un papà, Settimio Fanti-. Mia figlia deve compiere 16 anni e vorrebbe frequentare il corso per parrucchiera. Le scuole ci hanno risposto che non ci sono possibilità perché non ci sono fondi. Speriamo di ottenere qualcosa con la nostra azione”.

Gli fa eco una mamma, Lea D’Aloisio: “Le scuole professionali devono tornare a funzionare come prima. I ragazzi potevano scegliere che istituto frequentare dopo le scuole medie e quindi tutto funzionava bene. Non ci danno spiegazioni chiare sul perché non si riescono a riaprire i corsi. La Regione dice che sono state le suole a presentare progetti non validi, le scuole dicono che è la Regione a non concedere i fondi”. 

In prima linea c’è, come negli ultimi mesi, Patrizia De Rosa. “Quando abbiamo manifestato a settembre, durante la festa dell’Italia dei Valori, Di Pietro ci aveva ascoltato e promesso sostegno. Però già dal giorno dopo non abbiamo saputo più niente. Io sono andata avanti e andrò avanti anche da sola. Bisogna darsi una mano, per un’azione efficace. Chiedo al sindaco di preoccuparsi di questi ragazzi. Chiedo di intervenire, anche ai servizi sociali, perché molti dei ragazzi sono minorenni.  Siamo disposti ad andare a l’Aquila, a Roma, dovunque. Rivolgo un appello a tutti i genitori che vivono la nostra stessa situazione affinchè si uniscano alla nostra protesta. Dobbiamo difendere questi diritti, non tirarci indietro”.

Dalla protesta ora si dovrà passare ad azioni concrete. “Porteremo all’attenzione del consiglio comunale la problematica –spiega Andrea Bischia-, perché Vasto sta subendo ulteriormente le scelte di una Regione poco attenta a questo territorio.  Vogliamo che si approvi all’unanimità la riapertura delle scuole, ottenendo i fondi per i corsi di formazione professionale per i due istituti. Dobbiamo anche interessare il mondo dell’imprenditoria locale. Molti di loro hanno potuto constatare nel corso degli anni l’efficacia di queste scuole. Chiediamo anche a loro di unirsi alla nostra azione. Tenere fuori i ragazzi di una certa età fuori da questi corsi significa anche creare un problema sociale, che poi il Comune deve rincorrere con delle azioni di ronde o videosorveglianza, quando a mio avviso il problema è a monte”. 

Si provano a cercare altre strade, come proposto da Giuseppe La Rana: “Se la Regione non ha i soldi sufficienti a garantire i corsi, si potrebbero studiare altre formule, con  fondi pubblici e la partecipazione dei privati. Il diritto allo studio è fondamentale, e dobbiamo mettere in atto tutte le azioni possibili per garantire ai ragazzi vastesi la possibilità di frequentare i corsi di formazione professionale”.

Mentre era in atto la protesta è arrivato l’assessore Marco Marra, che si è fermato ad ascoltare i genitori. “L’assessore Marra –scrive l’ufficio stampa del Comune-, nel prendere atto del problema ha rassicurato le famiglie presenti dell’interessamento dell’Amministrazione verso la Regione  Abruzzo e si è impegnato a riferire ai colleghi di Giunta sulle eventuali iniziative da intraprendere. Resta la disponibilità a incontrare anche i rappresentanti degli Istituti di Formazione Professionale Salesiani e Gabriellini”.

Giuseppe Ritucci

Più informazioni su