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Bischia: "Scuole di formazione, se ne parli in Consiglio"

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VASTO – “Penso che sarebbe importante  che le Amministrazioni  Locali portassero in seno ai propri consigli comunali la questione dei tagli ai corsi professionale nel territorio vastese,  perché questo non è solo un problema solo ed esclusivo dei giovani di Vasto ma bensì di tutti i giovani del comprensorio, che si vedono privati del diritto allo studio, sarebbe un atto di primaria e notevole importanza e di forte risonanza”. Andrea Bischia, consigliere comunale di Progetto per Vasto, chiede che sia il Consiglio comunale a discutere e assumere iniziative sulla situazione che stanno vivendo sulla loro pelle 170 ragazzi. Avrebbero dovuto frequentare le due scuole professionali di Vasto, gli istituti San Gabriele e Don Bosco.

Nulla da fare, perché la Regione ha tagliato i fondi, mettendo in gara le scuole di formazione abruzzesi ed erogando i fondi, un milione e 700mila euro in totale, solo alle prime due classificate.

Secondo Bischia, questa è una “grande miopia e negligenza del Governo regionale non riuscire a finanziare i corsi della formazione professionale. I nostri governanti fanno finta di non ricordarsi che le intelligenze dei ragazzi sono diverse. C’è una fascia di giovanissimi adolescenti che, dopo la terza media, se da un lato non reggono affatto una scuola dove è necessaria un’intelligenza prevalentemente teorico-speculativa, dall’altra danno buoni risultati in un Centro di Formazione Professionale dove prevale un’intelligenza pratico-applicativa.
Non capisco questo atteggiamento di chiusura da parte di esponenti Regionali che per voce di Mauro Febbo risponde difendendo il loro scellerato operato. E, tra l’altro, non capisco perché non risponda l’assessore alla Formazione”, ma quello all’Agricoltura. “Anche le Regioni Campania e Puglia anni fa hanno tagliato il finanziamento alla Formazione Professionale, oggi sono tra le Regioni che più di altre chiedono allo Stato più aiuti per contrastare la criminalità organizzata che trova le sue leve proprio tra i giovani che non fanno nulla dalla mattina alla sera.
Ecco perché chiedo all’assessorato alle Politiche del Lavoro della Regione Abruzzo di ristabilire le priorità di intervento e di includere e di rivedere gli impegni di spesa, uno sforzo per garantire la sopravvivenza di questi corsi, anche attraverso la richiesta di finanziamenti Unione europea, per ridare speranza alle famiglie e ai giovani, garantendo loro la possibilità di formarsi professionalmente.

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