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Il sindaco: "La centrale a biomasse? Fatela a Cupello"

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CUPELLOAngelo Pollutri, sindaco di Cupello. Lei vuole far costruire un inceneritore d’immondizia vicino all’impianto del Civeta, il consorzio intercomunale che si occupa del riciclaggio dei rifiuti?

Non ho mai parlato di inceneritori. Ho chiesto una variante al Ptap, piano territoriale delle attività produttive della Provincia di Chieti. Il trasferimento di cubatura da contrada Bufalara a Valle Cena è stato deciso in Consiglio comunale perché quelle cubature per 50 anni non sono state sfruttate, pur essendo destinate a insediamenti produttivi. Valle Cena non può essere considerata una semplice discarica. E’ un impianto che va potenziato. Il trasferimento di cubatura consente di guadagnare tempo senza ricorrere a varianti e lunghe procedure per realizzare nuove aziende. E’ un provvedimento votato in Consiglio anche dall’Italia dei valori. Ora apprendo che Eliana Menna si è specializzata a leggere nella sfera di cristallo le intenzioni degli altri. Al sindaco non si può negare la programmazione del territorio.

Cosa significa che il Civeta “va potenziato”?

Bisogna cercare la giusta mediazione tra le esigenze degli ambientalisti e quelle dello sviluppo. Col cambio di cubatura si possono favorire nuovi insediamenti produttivi di valorizzazione dei rifiuti e delle biomasse. Si può creare un polo ambientale.

Lei a Cupello vuole fare centrale a biomasse e termovalorizzatore?

Sono favorevole. La mia opinione è che, di sicuro, si tratta di impianti più controllati di discariche in cui per secoli l’immondizia subisce col tempo processi chimici e fisici. Nella prima vasca dell’impianto di Valle Cena, chiusa per esaurimento, si è accumulato mezzo milione di tonnellate di rifiuti dal 1997 a oggi.

Se una delle società che vogliono realizzare centrali termoelettriche a biomasse a Vasto le chiedesse di costruire il suo impianto a Cupello, come risponderebbe?

Se mi chiedessero di fare la centrale non a Punta Penna ma nell’area produttiva di Cupello, risponderei sì. Sostengo il Parco della Costa teatina e, quindi, sono contrario alla commistione di industrie e aree protette, alle scelte fatte a macchia di leopardo. Voglio anche ricordare che, 50 anni fa, lo sviluppo del Vastese è partito dall’energia, dal metano in particolare. Oggi quei pozzi di gas sono diventati serbatoi di stoccaggio perché gli idrocarburi si sono esauriti. Per promuovere nuovo sviluppo dobbiamo ripartire dal filone energetico. Il Vastese ha 350 torri eoliche. A Cupello esistono 9 impianti fotovoltaici, altri 2 sono a Fresagrandinaria, 4 a Monteodorisio.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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