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Tempi difficili per le aziende del vastese, oggi un vertice per la Golden Lady

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VASTO – Sono tempi davvero difficili per le aziende del vastese. La crisi si fa sentire pesantemente a tutti i livelli, nelle piccole aziende come nelle grandi fabbriche. A pagare il prezzo più alto fino ad ora sono i circa 400 lavoratori della Golden Lady, in cassa integrazione straordinaria e in continua attesa che si giunga ad una soluzione per la riconversione dello stabilimento di Gissi e il loro possibile reimpieno.

Oggi è previsto un ulteriore vertice per cercare di trovare delle strade percorribili e giungere ad una soluzione. “Avremo un incontro da Abruzzo Sviluppo -spiega Franco Zerra, segretario provinciale di Femca-Cisl- a cui parteciperanno sindacati, rappresentanti di industriali e associazioni di categoria, rappresentanti della regione, per fare il punto della situazione. Abbiamo chiesto di capire quali possano essere le strade per la riconversione della Golden Lady, in modo da poter valutare eventuali finanziamenti a cui poter accedere”.

Nesssuno vuole sbilanciarsi su eventuali trattative in corso, anche per evitare che si creino false speranze nei lavoratori, come è accaduto in passato, con gruppi industriali che si sono tirati indietro. “Finchè non c’è nero su bianco -spiega il sindacalista- non si può dire nulla. E’ chiaro però che dobbiamo percorrere tutte le strade possibili e tutti devono fare la loro parte”.
Ad essere interessati alla vicenda non sono solo i 400 lavoratori dello stabilimento, ora in cassa integrazione straordinaria fino a novembre, ma è tutto il tessuto economico dell’area che rischia di avere gravi ripercussioni.

Situazione difficile anche alla Pilkington di San Salvo.  “La crisi del mercato dell’auto in questo periodo certamente non aiuta -afferma Zerra-. Questo è un dato certo ed è chiaro che se non si vendono le auto tutto l’indotto ne risente. Nelle ultime settimane quindi è stato ridefinito l’assetto della produzione”. Nello stabilimento di Piana Sant’Angelo si è passati dalle lavorazioni a ciclo continuo ai tre turni. Questo ha comportato il mancato rinnovo del contratto per il lavoratori interinali e la cassa integrazione per i dipendenti.

“C’è poi un altro fattore, dato dalla riorganizzazione del gruppo Nsg a livello mondiale. Aumenterà la competitività interna e San Salvo dovrà confrontarsi con le realtà produttive di Spagna, Germania e Ungheria. La sfida è quella di rendere il sito sempre appetibile per l’assegnazione di commesse. In questo dobbiamo stare molto attenti a far sì che gli accordi raggiunti, tra lavoratori, sindacati e azienda, non vengano vanificati da fattori esterni”. Due i punti su cui Zerra pone l’attenzione.

“Fino a quando verrà potenziato il trasporto via mare, con un porto realmente efficiente in Abruzzo, saremo sempre svantaggiati nel raggiungere Serbia, Ungheria e Romania”, dove sono gli stabilimenti che producono auto. “E poi, se continuano ad aumentare le tasse, gli sforzi fatti per diminuire i costi in azienda vengono vanificati. Il governo spagnolo, nella regione valenciana, dà incentivi alle aziende che danno lavoro ai cittadini. In questo, in Italia, ci troviamo svantaggiati, perchè le aziende sono oppresse dalle tasse. Quindi, al conto finale, le realtà italiane si trovano ad essere poco competitive”. Argomenti di cui si discute da anni e che sarebbero decisivi per rilanciare l’economia del territorio e del Paese tutto.

Giuseppe Ritucci

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