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"Non serve il coprifuoco, basta abbassare i decibel"

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VASTO – Armando Aganippe, proprietario di un bar del centro di Vasto. Sull’orario di stop alla musica dal vivo voi commercianti tornate a fare rumore?

La regolamentazione della musica è necessaria. Non solo per definire gli orari, ma anche per determinare le emissioni sonore, che poi sono quelle che danno fastidio a chi vuole  riposare. L’intrattenimento non deve essere visto solo ed esclusivamente come una possibilità di guadagno per i locali che organizzano le serate. Bisogna, invece, considerare che anche il cliente ritiene piacevole trascorrere qualche ora di relax ascoltando la musica. Lo sforzo dell’amministrazione e delle associazioni di categoria deve essere finalizzato a trovare la formula giusta per tutti, senza trascurare chi vuole dormire.

Regole uguali per tutti?

Non dovrebbe esistere un unico orario, ma orari diversi da contestualizzare nelle varie zone della città. Ad esempio, in spiaggia: le concessioni balneari che vogliono organizzare spettacoli dal vivo dovrebbero poter godere di un orario di stop meno rigido rispetto a quello del centro storico, dove esiste una maggiore esigenza di tutela della quiete pubblica. Più in generale credo sia opportuno essere più permissivi a Vasto Marina, nella zona turistica, cui non possono essere imposti gli stessi limiti di piazza Rossetti. Bisogna capire che l’intrattenimento non è solo un disturbo, ma anche e soprattutto un’attrattiva turistica.

A che ora bisogna stoppare la musica all’aperto?

Si può allungare l’orario fino alle 2, non oltre, ma allo stesso tempo prevedere un abbassamento dei livelli di decibel a partire dalla mezzanotte e mezza. In questo modo si potrebbero tutelare le esigenze degli operatori turistici e quelle dei residenti che hanno la necessità di riposare, magari perché il giorno dopo devono andare al lavoro. Le ordinanze devono servire a regolamentare senza penalizzare. Sollecitiamo l’amministrazione comunale ad affrontare con attenzione il problema. Ma senza troppa rigidità. Ora diranno che in altre città, a partire da Rimini, esistono ordinanze più rigide. Sarà vero, ma noi siamo a Vasto e dobbiamo stabilire regole adatte alla nostra realtà e all’esigenza di rilanciare il settore turistico.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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