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Giorgia Meloni a Vasto presenta il suo libro

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VASTO – “Questo è un libro sull’Italia, che racconta esempi positivi di giovani che sono riusciti a fare qualcosa di importante”. Così l’onorevole Giorgia Meloni ha definito Noi crediamo, in occasione dell’incontro che si è tenuto a Vasto a Palazzo D’Avalos, organizzato dalla Scuola di formazione politica Fo&Pa e dal movimento Giovane Italia. All’incontro erano presenti anche Etelwardo Sigismondi, consigliere comunale Pdl e amico dell’ex ministro e Nicola Salerni, coordinatore di Fo&Pa.

La figura dei giovani italiani è stata al centro dell’intervento dell’onorevole: “Non si parla mai dei giovani in modo positivo, sempre di quello che non va. Dobbiamo proporre anche delle alternative per insegnare ai giovani. Mi arrabbio molto quando si dice ai giovani che per avere un futuro devono andare fuori dall’Italia, è una cosa sbagliata, queste persone dovrebbero chiedere scusa ai giovani e spiegare il perchè gli hanno consegnato un’Italia in queste condizioni”.

L’intervento ha poi toccato anche il mercato del lavoro: “Qualcosa non ha funzionato, ci hanno detto che la flessibilità era bella e necessaria, ma è stata scaricata solo su determinati lavoratori, in questo modo si hanno due nazioni, una che ha garanzie e una che invece non ne ha. Quando Monti dice che i giovani non devono avere il mito del posto fisso – ha proseguito la Meloni – e dice che devono essere più emancipati, non ha capito che sono proprio loro, che il posto fisso non lo hanno mai conosciuto, i più emancipati già da tempo e sono gli unici ad esserlo, è tutto il resto che invece non lo ha capito e non si è ancora emancipato”.

Sulla politica le idee sono chiare: “Si deve uscire dagli stereotipi con delle risposte concrete, senza frasi fatte, riacquistare il valore della democrazia e della politica, non ci devono essere interessi personali in mezzo, perchè se non si combatte questa piaga saranno gli onesti che un giorno si arrenderanno”.

Il suo libro racconta 12 esempi di altrettanti giovani italiani che ce l’hanno fatta, alcuni famosi, altri no, tra loro imprenditori, precari, ballerini, sportivi e tutti con impegno sono riusciti a raggiungere un importante obiettivo, a vincere una sfida: “Proprio per questo mi è piaciuto raccontare delle storie di ribelli, intesi non come solitamente si intende questo termine, perchè tutti possono dimostrare che quando le cose non vanno bene possono essere cambiate, misurandosi in nuove prove, per vedere se le proprie idee sono valide”.

Giuseppe Mancini

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