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Cassa integrazione e contratti di solidarietà: Pasqua amara

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VASTO – “Pasqua è sempre la festa delle speranza, ma queste festività sono complicate per i lavoratori: pochi soldi e le tasse aumentano. Nel Vastese la situazione è tutt’altro che rosea. Nelle aziende del settore metalmeccanico continua il massiccio ricorso alla cassa integrazione e ai contratti di solidarietà”.

Così Mario Codagnone, segretario provinciale della Fiom-Cgil, fotografa la situazione occupazionale in quello che prima della pesante crisi mondiale iniziata nel 2008 era  nell’industria locale e provinciale il settore trainante.

“Si continuano a vendere poche auto. Le famiglie non possono permettersi di acquistarle e questo crea situazioni di sofferenza anche nell’azienda più grande del settore, la Denso di San Salvo, dove è probabile il ricorso a una o due settimane di cassa integrazione legata al calo della produzione”.

L’unica notizia positiva viene dalla fabbrica che più di tutte le altre rischiava la chiusura: la Cima-Cosmos ha ottenuto “una commessa dalla Germania. Gli ordinativi consentiranno di produrre molle per auto per uno o due mesi”, spiega il sindacalista. Un primo spiraglio di luce in fondo al tunnel dello sconforto in cui erano precipitati i 23 lavoratori dell’azienda. Nei mesi scorsi gli operai avevano chiesto aiuto anche all’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, perché rivolgesse un appello alla proprietà lombarda.
E se qualche speranza torna ad accendere gli animi dei dipendenti della Cima-Cosmos, rimane una situazione di forte incertezza nella fabbrica gemella, la Cima-Cid, in cui scadranno a metà maggio i contratti di solidarietà dei 43 dipendenti che, pur di salvare  il posto, hanno accettato di lavorare meno, anche accettando una riduzione dello stipendio, ma lavorare tutti.

“Lavorano al 70-80% rispetto alle condizioni produttive normali – spiega Codagnone – ma, in vista della scadenza, abbiamo chiesto alla proprietà di tornare alla normalità o, se questo non è possibile, prolungare di un altro anno i contratti di solidarietà”. Tra cassa integrazione e contratti di solidarietà si stanno barcamenando tutte le aziende del metalmeccanico, dalla Sider Vasto di Punta Penna alla Robotec e alla Gir Sud di Gissi.

“E’ una situazione di sofferenza generalizzata”, allarga le braccia il segretario delle tute blu. “Il primo obiettivo deve essere evitare i licenziamenti forzati. Ma per farlo e sperare di poter tornare a crescere bisogna anche sbloccare il Patto per lo sviluppo firmato in Regione. Inoltre – sottolinea il sindacalista – servono sforzi importanti anche dal Governo nazionale. Altro che abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”. Nel Vastese i posti a rischio nel metalmeccanico rimangono un migliaio.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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