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"Un impianto per rifiuti pericolosi tra Cupello e Furci"

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VASTO – “Arriveranno rifiuti di ogni genere: esclusi quelli radiattivi, tutti gli altri verranno gettati nel fosso”. Angelo Argentieri lancia l’allarme. Il sindaco di Furci partecipa alla conferenza stampa con cui il Comitato cittadino per la tutela del territorio annuncia che sarà presente domani al presidio di protesta davanti a Palazzo Silone, sede all’Aquila della Presidenza della Regione Abruzzo.

Argentieri punta il dito contro il progetto presentato dalla società Valle Cena srl, “di cui sono soci Paolo Primavera”, presidente regionale di Confindustria, “e Giovanni Petroro”, dice Michele Celenza, coordinatore del Comitato.

“Questa progettazione è stata presentata per la prima volta nel 2005”, racconta il primo cittadino, che è anche consigliere provinciale dell’Udc. “Fino ad oggi siamo riusciti ad arginare il fiume”, ma domani si riunisce il comitato Via, valutazione d’impatto ambientale. Il giudizio della commissione è fondamentale per il futuro di questa e di altre 64 iniziative sparse su tutto il territorio e su cui l’organo regionale deve decidere se si tratta di attività dannose per la salute dei cittadini. Due progetti riguardano il Vastese. Uno è il Recogen, l’impianto ideato a Punta Penna dalla Puccioni spa per la rigenerazione dell’acido cloridrico. L’altro è, per l’appunto, quello che prevede in località Valle Cena, in territorio di Furci ma al confine con Cupello, “un impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi con annessa discarica di pattume non pericoloso. Arriveranno ogni anno 25mila tonnellate di rifiuti di ogni genere, tranne quelli radiattivi. Verranno trattati con calce e cemento e poi gettati nel fosso. La mia domanda è questa: se si avvolge l’arsenico col cemento, cosa succede? Il cemento, col passare del tempo, si sgretola e i rifiuti rimarranno a contatto con terra e aria”.

L’area è nota. Valle Cena si trova in parte nel territorio comunale di Furci e in parte in quello di Cupello, dove sorge l’impianto del Civeta, il consorzio intercomunale del Vastese che si occupa del riciclaggio dei rifiuti. “Il nuovo impianto – afferma Argentieri – inizialmente era ubicato parzialmente su una zona rossa, cioè a elevato rischio frane. Poi hanno spostato l’area di poche decine di metri, come se bastasse a evitare il rischio di dissesto. Tutto questo si trova a 500 metri dal Civeta. In questi anni eravamo riusciti a bloccarne la costruzione, presentando tantissime osservazioni e avvalendoci di uno studio epidemiologico condotto dal professor Francesco Schioppa, ordinario di igiene presso l’Università D’Annunzio di Chieti. E’ una ricerca sull’andamento della mortalità a Furci e nei comuni vicini nel periodo compreso tra il 1992 e il 2007. Argentieri esibisce una relazione in cui i risultati dello studio vengono valutati e illustrati da Claudio Turchi, dirigente medico della Asl provinciale che afferma nero su bianco: “A Furci la mortalità neoplastica”, cioè causata da tumori, “è stata del 30% inferiore a quella italiana, mentre nei comuni adiacenti”, ossia San Salvo, Cupello, Fresagrandinaria, Gissi, Lentella, San Buono, “è stata inferiore del 46%”. Traduzione: a Furci si muore di più rispetto agli altri centri della zona. Nella relazione non vengono evidenziate le cause, ma il documento rappresenta uno dei dati in base ai quali il Comune dice no a impianti destinati ad accogliere immondizia.

Argentieri polemizza a muso duro con Angelo Pollutri, il sindaco di Cupello che proprio a Valle Cena vorrebbe realizzare un polo ecologico integrato, ma mette le mani avanti dicendo che quella del termovalorizzatore (cioè bruciare rifiuti per ricavarne energia) è una tecnica superata e, dunque, non rientra più negli obiettivi dell’amministrazione comunale di Cupello. Argentieri non ci crede: “Da Angelo Pollutri ho sentito bugie, falsità. L’unico suo interesse è fare il termovalorizzatore. Contro l’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi si sono espressi oltre 15 Consigli comunali, anche Cupello”.

Domani in Regione si decide su questo e, più in generale, sul futuro del Vastese.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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