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I 100 anni dalla tragedia del Titanic, i documenti di D'Adamo

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VASTO – Nella notte tra il 14 e 15 aprile del 1912 si consumava la tragedia del Titanic. Una vicenda nota, che verrà ricordata in tutto il mondo, a partire dalla riedizione in 3D del film di James Cameron, fino a ripercorrere le storie di chi perse la vita sulla nave da crociera e, soprattutto, di chi fu tra i sopravvissuti.

Ci siamo ricordati che nel 1997, quando uscì il film Titanic, l’architetto Francescopaolo D’Adamo tirò fuori dai suoi (sterminati) archivi di materiale storico, una serie di copie originali del Corriere d’Italia proprio del 1912, in cui viene riportata la vicenda che appassionò, e continua ad appassionare il mondo intero.

Così, dalle pagine del giornale, vengono fuori interessanti “storie nella storia” e tante riflessioni. Non può essere dimenticato Luigi Finoli, originario di Atessa, che si salvò dal naufragio. In tutte le cronache il nostro corregionale viene chiamato Spinelli (i giornalisti sbagliavano anche all’epoca), ma restano i suoi ricordi sul modo in cui si salvò.

E’ molto interessante vedere come sia cambiato il mondo dell’informazione a distanza di un secolo, anche facendo un parallelo con la vicenda della Costa Concordia, vicenda non ancora risolta. Nel 1912 le poche informazioni viaggiavano via telegrafo. Infatti, le prime notizie arrivarono solo 2-3 giorni dopo. Oggi, forse 2-3 sono i secondi, o al massimo i minuti, che intercorrono tra un avvenimento e la sua conoscenza da parte del mondo intero.

E’ curioso vedere come il Corriere d’Italia rileghi le notizie sul Titanic nella parte interna delle sue 4 facciate. La prima pagina è dedicata alla guerra tra Italia e Turchia. Oggi, la Costa Concordia ha monopolizzato per giorni le prime pagine di giornali e siti web.

Documenti sicuramente preziosi, quelli conservati da D’Adamo, esposti al Cinema Globo proprio nel 1997, in occasione dell’uscita del film con la coppia Di Caprio-Winslet. Sarebbe stato interessante poterli rivedere in occasione del centenario, ripercorrendo le cronache dell’epoca. Ma l’architetto ci ha abituati a tirare fuori sempre qualche sopresa dal cilindro. Sarebbe l’occasione di ripercorrere un pezzo di storia che ha suscitato l’interesse di tutto il mondo.

Giuseppe Ritucci

 

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