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Golden Lady, 3 proposte. Domani il vertice a Vasto

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GISSI – Stringere i tempi. Trovare una soluzione per salvare i 382 posti di lavoro della Golden Lady di Gissi. Torneranno a riunirsi lunedì alle 14,30 nella sede di Confindustria a Vasto, in corso Mazzini, azienda, sindacati e rappresentanti della Wollo, la società di Torino incaricata di cercare imprenditori disposti a rilevare i capannoni della Val Sinello e riconvertire la fabbrica, che ormai è chiusa. Il gruppo di Castiglione delle Stiviere (Mantova) non ha intenzione di riaprirla: la produzione di calze e biancheria intima è destinata a proseguire in Serbia.

Bisogna fare in modo che lo stabilimento di Gissi torni in attività, ma lo faccia producendo altro.
Tre le possibili vie d’uscita delineate dalla Wollo. C’è l’interessamento di una società del settore elimentari, che acquisirebbe il sito industriale, dando lavoro a 150 persone. Ma sono meno della metà degli operai della Golden Lady. Oscillano, invece, le cifre occupazionali previste da un gruppo calzaturiero. In base alle ultime informazioni, tornerebbero a lavorare circa 300 persone.
La terza ipotesi riguarda il tessile semilavorato.

“Lunedì andremo all’incontro convocato nella sede di Vasto dell’associazione industriali e poi, il 28 aprile, in occasione del sit-in mensile in fabbrica, riferiremo ai lavoratori”, dice Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil. Al momento, però, non c’è ancora nessuna certezza. E la cassa integrazione scade il 20 novembre prossimo. Sette mesi per cercare una soluzione.
Sembrano tanti. In realtà, sono il minimo indispensabile per trovare un acquirente ed elaborare un progetto che ottenga dalla Regione Abruzzo i finanziamenti necessari a far ripartire la fabbrica, evitando che i 382 operai, tra cui molte donne, e le loro famiglie rimangano senza stipendio.
“I soldi per ricominciare ci sono”, afferma Rucci. Il governo regionale ha dichiarato la Val Sinello area di crisi, cosa che consentirà alle imprese di ottenere appositi finanziamenti, oltre ai Fas, fondi per le aree sottoutilizzate.

Sarebbe una boccata d’ossigeno per una zona industriale in cui tutte le aziende, in particolare quelle del tessile e del metalmeccanico, sono piombate ormai da 4 anni nel tunnel della crisi profonda. In tutta la vallata sono a rischio  1500 posti di lavoro, gli unici che possono evitare un dramma per tante famiglie e lo spopolamento delle aree interne del Vastese.

La Cgil annuncia anche tre manifestazioni contro la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la norma che attualmente consente il licenziamento individuale solo per giusta causa: il 24 aprile alla Sevel della Val di Sangro, l’industria più grande della regione, il 26 un presidio davanti alla Prefettura di Chieti e il 4 maggio sciopero a San Salvo davanti alla Denso, la multinazionale giapponese che produce componenti per automobili.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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