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"Caso Pulchra, ringraziare le associazioni, non denigrarle"

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VASTO – “Le associazioni che hanno svolto lo start-up della raccolta differenziata andrebbero ringraziate e non denigrate”. E’ la frase che ripetono più volte Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, e Anna Suriani, assessore all’Ambiente, durante la conferenza stampa in cui, insieme all’assessore che ha avviato la differenziata a Vasto, Lina Marchesani, replicano per la prima volta alle accuse formulate per via giudiziaria da Riccardo Alinovi e Stefano Moretti, referenti locali delle associazioni Codici e Aia. La titolare della delega all’Ambiente risponde anche a qualche domanda sull’inchiesta di Procura, Finanza e Digos che coinvolge i vertici della Pulchra, la società che gestisce l’igiene urbana a Vasto.

Per Lapenna, si è trattato “attacco ingiustificato nei confronti di quelle associazioni che con grande sacrificio consentono a questa città di poter essere considerata la prima tra le città abruzzesi medio-grandi nella raccolta differenziata. A febbraio, l’ultimo dato disponibile, abbiamo certificato il 42% di raccolta differenziata. Per iniziare a dare risultati positivi in termini economici per i Comuni, la quantità di rifiuti riciclati deve superare il 65%. E’ evidente che oggi riusciamo a ottenere questo risutlato grazie anche al lavoro delle associazioni di volontariato che, rispondendo a un nostro bando pubblico, hanno acconsentito di lavorare con il Comune prestando il loro lavoro con un rimborso spese. Attacco ingiustificato e, come ho anche evidenziato alle forze dell’ordine, questo Comune senza il lavoro delle associazioni, non è in grado di proseguire nella raccolta differenziata, perché capite che è una spesa enorme pensare che il Comune possa pagare in proprio dei lavoratori per fare lo start-up della differenziata, fondamentale per l’avvio della raccolta, ma anche per continuare un lavoro di promozione delicatissimo, importantissimo e che solo chi ci crede può fare. La procedura che abbiamo seguito è la stessa di altre realtà più avanti nella raccolta differenziata: molte città del Nord, mentre nel Sud la realtà migliore era quella di Salerno”.

Poi ammette che “alle associazioni che non sempre riusciamo a pagare i rimborsi spese a causa delle liquidità che a volte mancano. A queste persone noi dobbiamo dire solo grazie”.

Alla conferenza di Lapenna e Suriani, sono presenti anche l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Marra, il presidente e il vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Forte e Luigi Marcello.

“Quando era assessore Lina Marchesani – sottolinea la Suriani – quest’argomento è stata fatta un’ampia trattazione in Consiglio comunale. Il Comune ha ricevuto un contributo regionale e dal Conai, concesso grazie a un progetto che la Regione ha voluto premiare, ritenendo valido proprio per il coinvolgimento delle associazioni. L’arruolamento del personale è avvenuto tramite un bando pubblicato in totale trasparenza affisso peraltro all’albo pretorio, di cui si è data ancora una copia nel sito del Comune. E proprio sul portale internet abbiamo rivolto un appello a tutte le associazioni. Insomma, al progetto di raccolta differenziata è stata data la massima diffusione dell’allora dirigente Massimo Di Rienzo. Peraltro sul sito era pubblicato l’intero piano industriale visibile a tutti. Dispiace schizzi di fango perché evidentemente la politica ha questa connotazione. Il piano industriale stabiliva a ogni fase dello start up una valenza economica. Si tratta di attività che non possono essere fatte gratuitamente (consegna di 20mila kit ai privati e a 6mila utenze condominiali e attività commerciali, gestione dell’ufficio per 3 anni senza interruzioni dal lunedì al sabato, gestione del database). Lo start-up è durato di più per una serie di problemi, ivi compresi quelli del Civeta. Tutto questo ha fatto sì che l’ultima parte slittasse. Il costo da 89mila euro per ogni fase è stabilito nel piano industriale della differenziata. Nel frattempo, l’ufficio non è stato chiuso, ma ha continuato a operare con report positivissimi da parte della cittadinanza in termini  di informazione al pubblico, cortesia ed efficienza. Tutto questo – sostiene l’assessore all’Ambiente – in un percorso difficile, perché la cittadinanza fa resistenza, ad esempio all’Incoronata dove tra poco verrà attivato il servizio. Ci sono sacche di resistenza grandissime, che si possono superare solo attraverso l’imnpegno di gente motivata e con associazioni in grado di fare la selezione di personale non dipendente: è stata un’attività di formazione attuata attraverso la modalità del rimborso e con numeri fissati dal piano industriale. Per fare consegna dei kit servono soldi, non lo si può fare gratis. Inoltre, le associazioni ambientaliste hanno svolto una serie di servizi a titolo gratuito che non hanno gravato sulle casse municipale. Mi riferisco alle attività di formazione, con 15 corsi solo in ospedale, alla sensibilizzazione rivolta a utenze commerciali, contrade, mercati, quartieri. Rivendico con forza questa scelta, che – sostiene la Suriani – è stata vincente e propositiva. Grande è stato anche l’impegno delle Giacche verdi, gruppo che non ha nessun connotato politico e, dunque, non si può definire vicino all’amministrazione comunale. Dispiace per questi schizzi di fango gettati su di noi e associazioni prestigiose sul territorio nazionale”.

La Marchesani, attuale assessore alla Pubblica istruzione, rivendica il lavoro svolto quando era titolare della delega all’Ambiente: “Soprattutto nel centro storico, dove la popolazione è composta in buona parte da anziani, non era semplice cambiare le abutudini di vita dei cittadini. Per la campagna informativa servivano persone sensibili alle tematiche ambientali, come gli attivisti delle associazioni ambientaliste. Non abbiamo regalato niente a nessuno. Anzi, sono le associazioni che ci hanno regalato tanti servizi utili non pagati. Se non avessimo fatto ricorso a loro, avremmo dovuto assumere. E il Comune non ha le risorse per farlo”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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