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Il sindaco Pomponio contro il progetto del pozzo esplorativo

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SCERNI. Nella seduta del Consiglio Comunale svoltosi lunedì scorso il sindaco Pomponio Giuseppe (Progetto Scerni – lista civica) ha illustrato all’assise civica notizie relative alla paventata ipotesi di realizzazione del pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi denominato Civita-Santa Liberata 1Dir. Nello specifico il sindaco Pomponio ha illustrato le motivazioni tecniche perché non possa essere attuato sul territorio del Comune di Scerni il progetto della società Medoil.
“Il valore del paesaggio agrario – afferma il sindaco –  del nostro Comune rappresenta una risorsa per la crescita di Scerni, considerato un paese a vocazione agricola. Infatti, Scerni  ha una superficie per circa 4.000 Ha, di cui circa la metà a colture specializzate (800 ha a vigneti DOC, 650 a oliveti e restante a ortaggi e fruttiferi) e l’altra metà a seminativo. Nel territorio  scernese è presente una cantina sociale che raggruppa circa 500 soci locali e tre cantine private per la trasformazione e valorizzazione dell’uva Montepulciano d’Abruzzo. Inoltre, è presente L’ISTITUTO TECNICO AGRARIO, scuola secondaria per la formazione di futuri giovani nel campo dell’attività agricola, agroalimentare e ambientale e non da ultimo, presso la sede dell’Istituto, l’amministrazione comunale ha investimento, attraverso bandi regionale PIT 2002, per la promozione della qualità territoriale. Al settore agricolo sono numerose le aziende legate all’artigianato agricolo e alle attività agro-turistiche, infatti operano una decina di aziende artigianali e cinque aziende agro-turistiche ed altre sono prossime all’apertura. La presenza del futuro Pozzo – continua il sindaco – a ridosso del centro storico del paese, evidenzia una forte criticità da un punto di vista di tutela della salute pubblica: il progetto non evidenzia studi sulle emissioni acustiche e luminose, inoltre, non esprime quali sono le quantità di emissioni inquinanti nello stato di produzione. Le criticità esposte sono motivate da una carenza dei dati forniti dallo studio progettuale e dalla forte estraneità del potenziale impianto all’interno del contesto agricolo – turistico – ambientale di Scerni.

“Alla luce anche degli innumerevoli investimenti fatti nel tempo –  aggiunge l’assessore al Turismo Daniele Carlucci – (a più livelli: comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo) volti alla tutela e conservazione agricola, agrituristica ed ambientale dell’intero comprensorio scernese e dell’impegno di cui l’Amministrazione comunale si è fatta portavoce con i propri cittadini nel mantenere questo indirizzo di governo del territorio e della sua economia rurale, risulterebbe di fatto gravemente condizionante l’istallazione di un simile impianto. Infatti, la presenza di quest’ultimo sul nostro territorio contrasta con i processi locali (economici, sociali ed ambientali) in corso e con la conservazione, tutela e promozione del nostro paesaggio agrario che rappresenta anche il nostro “brand” di qualità”.
“Per i motivi esposti – conclude il sindaco –,aggiungendo altre valutazioni tecniche, abbiamo inoltrato all’ufficio di Valutazione d’Impatto Ambientale della Regione Abruzzo le nostre osservazioni. A breve convocheremo un incontro pubblico per illustrare ai cittadini tutte le iniziative intraprese dall’amministrazione Comunale e l’attivazione di tutti i canali e mezzi possibili per scongiurare la realizzazione del Pozzo sul territorio di Scerni”.   

V/Red

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