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Un 'Garibaldi' per difendere la porta della Vastese, alla scoperta del dinamico Andrea

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VASTO. Ha compiuto gli anni due giorni fa e noi della redazione ne approfittiamo per porgergli gli auguri e disturbarlo per fare due chiacchiere insieme sul suo lavoro e sulla Vastese 1092, squadra per cui gioca quest’anno. Lui è il portiere della squadra biancorossa Andrea Garibaldi, un ragazzo encomiabile fuori e dentro il campo, uno degli elementi di “esperienza” della società vastese rinata quest’anno.

Andrea dopo 4 partite il bilancio è più che soddisfacente. Avete 10 punti, siete primi in classifica. Un rullino di marcia che si può considerare soddisfacente, benché nella scorsa partita sia arrivato qualche fischio da parte dei tifosi e si mugugni perché il bel gioco stenta ad arrivare.

“La mancanza di bel gioco in questo momento è palese. Non siamo certo soddisfacenti dal punto di vista estetico ma va considerato anche il fatto, e non vuol essere una attenuante, che la squadra è stata costruita partendo con ritardo rispetto ad altre formazioni e gli elementi che la costituiscono sono arrivati chi prima chi dopo, alcuni proprio all’ultimo momento. Ad esempio Baldini, Irmici, o lo stesso Soria che è entrato in campo dopo un periodo di riabilitazione con pochissimi allenamenti alle spalle. La cosa importante è che il gruppo è molto unito e che non ci sono contrasti con l’allenatore Baiocco. Le polemiche ci possono stare. I tifosi si incontrano, parlano di calcio e dicono la loro, ma è importante capire che al giorno d’oggi non esistono più le squadre ammazza campionato per diversi fattori . Ogni società appare strutturata meglio rispetto al passato , c’è maggiore equilibrio, ognuno può conoscere l’avversario anche grazie alla stampa e all’effetto mediatico quindi studiarne bene i punti deboli e su cui puntare. I vice dirigenti fanno spesso rapporti. Esistono certo le “candidate” alla vittoria e alla fine sarà quella che riuscirà ad avere maggiore costanza nel rendimento ad avere la meglio. Ci potranno essere momenti migliori e momenti peggiori ma se riusciremo ad esser la squadra con la maggiore costanza credo che il traguardo tanto ambito potrà essere nostro. Noi , ovviamente, ogni giorno cerchiamo di migliorarci, c’è dialogo, e credo che a breve anche il bel gioco che in questo momento stenta ad arrivare , ci sarà grazie alla maggiore amalgama tra tutti noi. Ricordiamoci poi che un po’ per le regole un po’ per scelta la nostra è una società che ha su 20 elementi più della metà giovani. Questo fattore ha il suo peso specifico però  son ragazzi che hanno potenzialità e va dato anche loro il tempo di ambientarsi nella categoria. Se si gioca male la colpa è di tutti esperti e meno così come in caso di vittoria e bel gioco. Ripeto il gruppo è sano, solido e io , dal canto mio, son contento dell’esperienza che sto vivendo fino ad ora qui a Vasto, conoscevo la piazza e dico che non si stanno smentendo per il calore , la passione che mettono i tifosi nel seguirci anche in trasferta, Per noi ricevere il loro incitamento, soprattutto durante azioni e momenti topici del match, da moltissima carica e li ringraziamo per questo. Ad esempio importante è stata la vittoria della settimana scorsa, partiti in svantaggio ,rimontando finendo addirittura alla vittoria per  3-1 nonostante qualche mugugno. Mettere punti in cascina è sempre positivo”.

Da poco c’è stato il tuo compleanno e sulla tua bacheca facebook oltre a ringraziare i vari amici che ti avevano fatto gli auguri è arrivata una dedica speciale. Un premio che vorresti poter  far tuo quest’anno in ricordo di una  persona  a te particolarmente cara scomparsa nei giorni scorsi. Ce ne vuoi parlare.

“Si, la dedica era per Andrea D’Incecco, portiere che io ho avuto la fortuna di conoscere nel periodo delle giovanili nella Renato Curi Angolana. Era per me come un “mito” , il ragazzo più grande di me che vedevo e seguivo per poter un giorno arrivare ad essere come lui. Una persona speciale, che non si è mai tirato indietro nell’aiutare i compagni e prodigarsi di consigli. Una persona che va stimata perché uno dei pochi che mi ha fatto capire come l’allenamento, il sudare, la fatica in questo sport, fosse qualcosa di bello, un’onore, una fortuna che non capitava a tutti per vari motivi e non un peso. Per lui era una gioia andare al campo ogni giorno e sottoporsi anche agli allenamenti più duri. Per me è stato un vero punto di riferimento. E’scomparso purtroppo per un brutto male Lunedì e io ricordo questa estate quando ero un po’ giù perché nonostante aver vinto un campionato non ero stato riconfermato in rosa e non trovavo squadra che lui mi scrisse complimentandosi perché a differenza ti tanti calciatori sapevo mettere anche le sconfitte e non solo le vittorie in risalto. Quest’anno è stato istituito in suo onore un premio per il miglior portiere nel campionato di Eccellenza e di Promozione. Io spero  di poter vincere quello della mia categoria dedicandoglielo. Sarebbe la chiusura di un cerchio a cui tengo molto”.

Quale squadra affronterete domani nella quinta giornata?

“Saremo impegnati in trasferta a contro la Amatori Passo Cordone alle 15.30”.

Tiziana Smargiassi

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