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Anziana morta a Vasto: Del Prete chiede le dimissioni immediate del sindaco Lapenna

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VASTO. La tragedia di Via Villa De Nardis è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il consigliere comunale, Nicola Del Prete, ha presentato questa mattina la richiesta di dimissioni immediate del sindaco Luciano Lapenna e della Giunta. “Il governo dei NO ha prodotto solo il degrado e il proliferare della delinquenza in città. La morte della signora Michela è una morte annunciata. Spero che basti questa tragedia alle autorità competenti per convincerle ad adottare da subito iniziative urgenti per difendere Vasto e i vastesi. L’esasperazione dell’opposizione consigliare nasce dalla bocciatura dell’Ordine del giorno con cui si proponevano misure per dare sicurezza al centro storico”. Questo il comunicato : ‘Le motivazioni del no della maggioranza sono racchiude nelle parole del sindaco Lapenna il quale ritiene che “Vasto non è quella che viene descritta dai giornali – ha sottolinea il primo cittadino – e la nostra amministrazione ha fatto molto per il centro storico: dal parcheggio Multipiano, alle isole pedonali, al nuovo piano del commercio, alla integrazione degli immigrati che per la nostra cultura sono una risorsa”. Lapenna ha rigettato l’idea di un censimento sulle case sfitte e sulla verifica della reale residenziali degli stranieri nel centro cittadino. Sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale Nicola Del Prete (Fli)  Consigliere Del Prete, perché la maggioranza ha bocciato la vostra proposta?   Perché non l’ha capita. Ha parlato di proposta strumentale dai toni allarmistici, ma non ha voluto cogliere l’essenza della nostra idea: quella di garantire ai cittadini una maggiore sicurezza e la prospettiva di poter vivere il centro con una qualità di vita migliore, legata ad incentivi e funzionalità dei servizi. Peccato! poteva essere l’occasione giusta per porre delle regole, nel rispetto del senso civico, e modulare una serie di incentivi.  Come mai siete arrivati a proporre un censimento degli stranieri?   Intanto la richiesta di censimento riguardava anche le case sfitte perché si abbia una idea della reale condizione abitativa della nostra città vecchia. In secondo luogo perché i dati dell’anagrafe, letti anche dal sindaco, ci dicono che nel centro cittadino risiedono poco più di 400 stranieri, invece noi abbiamo una percezione assai diversa. Riteniamo, anche sulla base di esperienze vissute sulla nostra pelle e su quella di numerose famiglie vastesi, che ci sia un fenomeno diffuso di illegalità legato alle false residenze. Accade che in abitazioni del centro storico, affittate ad una o due persone, ci vivono famiglie e parenti di queste, il più delle volte senza permessi di soggiorno. La legge esige che ciascun cittadino abbia gli stessi diritti e gli stessi doveri, non vedo perché a questa norma si debbano sottrarre gli ospiti della nostra città. Non ci sono dubbi che tanti sono gli stranieri che si sono bene integrati nella nostra comunità, è gente che va rispettata. Ma le cronache di tutti i giorni ci dicono che a delinquere sono soprattuto coloro che non hanno un lavoro e che pur di restare nella nostra città si dedicano ad attività criminali. Ecco, se i controlli che il Comune di Vasto fa per gli evasori della Tarsu, dell’Imu, delle imposte per le insegne pubblicitarie, dei passi carrai, dell’occupazione di suolo pubblico e dei tanti balzelli che ci tocca pagare, venissero estesi anche alle reali nuove residenze, il fenomeno della illegalità si ridurre notevolmente.  Quali sono i problemi del centro storico?   Innanzitutto la scarsa sicurezza. Attendiamo da sette anni un sistema di video sorveglianza che attenui anche il vandalismo sul nostro patrimonio pubblico. Di tanto in tanto l’assessore di turno ci dice che il progetto sta per essere attuato. Al momento sono rimaste parole. In secondo luogo, la mancanza di sostegno all’economica del centro: il commercio non riceve le attenzioni che dovrebbe sul fronte delle agevolazioni fiscali e tributarie comunali e non abbiamo una politica urbanistica capace di proporre incentivi importanti per tornare a vivere il centro. Pensate, sono 7 anni e mezzo di amministrazione Lapenna e parliamo ancora di attuare il Piano Cervelletti, che pure non sarà risolutivo dei problemi pro elencati. Infine, aspetto assai rilevante, stiamo consentendo la fuga dal centro cittadino dei servizi alle persone, quando invece un’amministrazione seria dovrebbe favorire la nascita di iniziative che garantiscano la vita di questo quartiere.  In definitiva, Consigliere Del Prete, cosa si sente di dire ai residenti ed ai commercianti del Centro?   A questo punto, considerata la scarsa attenzione che l’amministrazione comunale riserva loro, bisogna che ci si rimbocchi le maniche. Guai a disperdere le energie o alzare bandiera bianca. Dobbiamo solo pensare che non possiamo restare spettatori passivi nelle dinamiche sociali ed economiche che ci riguardano, ma dobbiamo essere capaci di proporre soluzioni concrete ai problemi del centro storico supportate dal sostegno di tutti: cittadini residenti, commercianti, pubblici esercizi e chiunque ami questa città e non vuole vederla morire. Purtroppo gli attuali amministratori comunali, forse perché schiacciati da una responsabilità che non riescono a governare, fanno finta che tutto va bene, disegnando una realtà molto diversa da quella che la gente vive quotidianamente’.
paolacalvano@vastoweb.com

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