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"La sicurezza è un diritto: Forze dell'Ordine, 'Volontari per la Sicurezza' e videosorveglianza"

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VASTO. “Ho sempre ritenuto che la ricetta per una Vasto più sicura abbia bisogno di più ingredienti. Più Forze dell’Ordine, videosorveglianza e ‘Volontari per la Sicurezza’. La sicurezza è un diritto, e credo che i cittadini di Vasto abbiano il diritto di non vivere nella paura. Non mi stancherò mai di chiedere al Sindaco provvedimenti in materia. Vasto non è più una città sicura e, o si argina subito il problema, o si rischia che questo diventi un vero e proprio cancro. Nel Consiglio comunale del 18 dicembre scorso, parlando del cuore antico della città, Luciano Lapenna ha detto testualmente: “Avete descritto un centro storico con l’escalation di atti criminosi come scippi, furti, rapine, danni alle automobili. Non fate un buon servizio a Vasto se dite questo, è un falso”. Penso proprio che se c’è qualcuno che afferma il falso, questo è proprio lui.  Il Sindaco riveda le sue posizioni, valuti l’opportunità di impiegare ‘Volontari per la Sicurezza’ e di non respingere l’aiuto di queste associazioni come ha fatto durante il Consiglio comunale dell’8 maggio quando, insieme alla sua maggioranza, ha bocciato questa proposta; si impegni a chiedere al Governo un potenziamento dei mezzi e dell’organico delle Forze dell’Ordine; metta in atto il protocollo ‘Mille occhi sulla città’ che ha firmato l’11 ottobre in Prefettura e che prevede l’ausilio degli Istituti privati di Vigilanza, e porti concretamente a termine il progetto di videosorveglianza prevedendo più telecamere e riducendo i costi esagerati.  In proporzione, infatti, il secondo ed ultimo (per ora) progetto di videosorveglianza, costa di più rispetto ai primi, e non di meno come ha più volte affermato l’Assessore alla sicurezza Mario Olivieri. I progetti di 780mila euro e di 600mila euro, ovvero i primi, prevedevano 81 dispositivi (24 telecamere dome e 57 rilevatori di targhe). Il progetto di 480mila euro, prevede, invece, 37 telecamere su 13 punti della città. Facciamo due conti: 780mila euro, diviso 81, fa 9.629,63 euro. A dispositivo. 600mila euro, diviso 81, fa 7.407.41. A dispositivo. 480mila euro, diviso 37, fa 12.972,98. A dispositivo. 5.565.57 euro in più a dispositivo rispetto al prezzo più basso relativo al primo progetto. È diminuita, dunque, la spesa per l’Ente Comune perché invece di 81 dispositivi, se ne istallano 37. Ma è aumentato il costo del progetto. È come andare al supermercato un giorno, comprare 10 kg di pasta a 20 euro, e poi il giorno dopo tornarci, acquistare 5 kg di pasta a 17 euro e dire: “ho risparmiato”. Non hai risparmiato! Hai solamente speso meno perché hai comprato meno pasta, e tra l’altro l’hai pagata anche di più! E poi, dato importante, sono diminuiti i punti che saranno videosorvegliati. 37 telecamere in 13 punti, per un territorio quale quello del Comune di Vasto che si estende su 70 km quadrati, sono irrisorie. Si dia una mossa, dunque, il Sindaco di Vasto, e la smetta di chiamare sciacalli quelli, come me, che chiedono maggiore sicurezza facendosi portavoce dei cittadini di Vasto. Anche perché, sulla videosorveglianza, è stato lo stesso Procuratore, dott. Francesco Prete, ad aver strigliato più volte l’Amministrazione comunale.”
È quanto ha dichiarato Marco di Michele Marisi, Responsabile di ‘Giovani In Movimento’, il sodalizio che raggruppa i giovani del centrodestra vastese. 

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