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Lettera aperta di un lavoratore della Sider Vasto in cassa integrazione

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VASTO. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lavoratore della Sider Vasto in cassa integrazione: “La Spa Sider Vasto che opera a Vasto nel settore siderurgico dal 1978, ha incorporato, nel 2004, per fusione, la ProfilVasto di Basciano (TE) per poter ampliare la propria produzione con i profili aperti. Alla fine degli anni ’90, era arrivata ad un organico che sfiorava le 90 unità, ma dopo una crisi economica, nei primi anni duemila si è arrivati ad una riduzione del 30 %. Dopo una fievole ripresa, si è incappati in questa crisi mondiale che ha fatto sì che il personale operaio non arriva alle 40 unità. Tra l’altro le maestranze hanno subito tutti i gradi di cassa integrazione, solidarietà e quant’altro, da gennaio 2009. Ora, da maggio 2012, per la durata di 12 mesi, si è in CIGO a zero ore. Da settembre 2012, tutto il personale è totalmente a casa. A maggio 2013 si prospetta la messa in mobilità di tutta l’azienda. Stiamo vivendo con lo stipendio al 50 % e la crisi economica che ci mangia un altro 25 % in più rispetto agli anni scorsi. Tutto questo sembra non interessare a nessuno, nemmeno all’azienda, che non sa dare una prospettiva o positiva o negativa sul futuro. L’unica frase ricorrente è: “dobbiamo aspettare momenti migliori, e non sappiamo cosa ci aspetta…”.  La questione non interessa, a quanto pare, nemmeno alle Istituzioni che ci rappresentano. Le abbiamo incontrate una sola volta da giugno 2012 ad oggi. Sembra che si aspetti la fine di un malato terminale, che quando soffre non ha il conforto di nessuno – al limite solo dei parenti più stretti – e poi alla morte tutti si disperano e si domandano come sia potuto succedere. 
Un lavoratore in cassa integrazione della Sider Vasto”.
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