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Tweet di Lucio Achille Gaspari un incidente di percorso per egli stesso, forse, imperdonabile

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VASTO. Divampa altissimo il fuoco della polemica tra il Professor Lucio Achille Gaspari e varie frange della comunità abruzzese, dopo le sue recenti dichiarazioni a seguito della sua mancata elezione nelle fila del Centro Democratico.

Ce ne siamo occupati in questi giorni in mera sede di cronaca, ma riteniamo importante, tanto quanto informare, anche commentare episodi sia pur spiacevoli come questo.
Da queste colonne avevamo espresso più di una perplessità sia nei confronti del risultato elettorale dell’Udc, a seguito della candidatura dell’Onorevole Binetti che ha lacerato e portato veti nel partito di Casini, sia perplessità rivelatesi profeticamente veritiere circa la non riuscita politica di Futuro e Libertà, con addirittura la possibilità che neanche il leader nazionale entrasse in Parlamento. Queste considerazioni evidentemente ricomprendevano il destino di tutti quei piccoli raggruppamenti che, dicevamo, spesso servono a far eleggere “il leader nazionale, e lui solo”.

Lucio Achille Gaspari probabilmente non segue i nostri articoli perché avrebbe potuto trarne preziose indicazioni, ma a parte la immodestia scherzosa, riteniamo che egli sia stato in qualche modo mal consigliato, forse mal consigliato da se stesso, ma mal consigliato. Un voto, “tradizionale” come egli sperava di cogliere era difficilmente dirottabile in una formazione piccola, al contrario di quanto era la Democrazia Cristiana, neonata, come appunto non era la D.C. orientata nettamente ad una alleanza con la sinistra che nella Democrazia Cristiana non ha visto mai il padre concorde orientato anzi ad una maggiore vicinanza andreottiana con il centrodestra.

Inoltre era da ben prevedere che la concentrazione del voto verso le forze politiche più accreditate avrebbe penalizzato i partiti minori, come in effetti è stato, e l’autorevole chirurgo avrebbe trovato una collocazione migliore nel maggior partito di centrodestra od al limite nell’Udc di Pierferdinando Casini, beninteso alla Camera dei Deputati.
Se non si fossero verificate tale ipotesi, come in effetti non si sono verificate, per mancata volontà dall’una o dall’altra parte, era meglio non candidarsi e continuare ad amare e frequentare l’Abruzzo come Lucio Achille Gaspari in cuor suo fa e farà certamente, da cittadino illustre per meriti indiscussi e per illustre discendenza.

I vastesi lo aspettano a Vasto come al solito, come da sessanta anni a questa parte sulle rive prospicenti Stella Maris ed ancora ricorderemo la sua storia personale, quella di suo padre, “nostro Ministro”, senza dar troppo conto ad un incidente di percorso per noi perdonabile, ma per egli stesso, forse, imperdonabile.

Paola D’Adamo    paoladadamo@vastoweb.com

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