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Mimose in ricordo della povera Michela Strever uccisa senza movente

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VASTO. Una mano pietosa ha poggiato un mazzetto di mimose davanti al luogo in cui Michela Strever venne uccisa la mattina del 19 dicembre 2012. “Era una donna minata dalla malattia, ma pur sempre una grande donna”, la ricordano i vicini. L’uomo che l’ha uccisa è in carcere da due settimane. Manca ancora il movente. Forse la ragione dell’omicidio di Michela Strever è nel quadernino in cui la donna annotava appuntamenti e numeri di telefono. Lo stesso sul quale era scritto anche il numero di telefono dell’uomo che l’ha picchiata e soffocata, Hamid Maathaoui. In quegli appunti è raccontata la vita della pensionata e probabilmente i suoi appuntamenti in vista del Natale. L’agenda è in mano agli investigatori che continuano a scavare nella vita dell’anziana e anche di Hamid. La richiesta di trasferimento dell’indagato presentata ai giudici di Trani dalla procura di Vasto non è stata ancora accolta. Non appena arriverà nel carcere di Torre Sinello Maathaoui sarà nuovamente interrogato dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani. E intanto da Roma arriveranno risposte importanti dai Ris.
paolacalvano@vastoweb.com

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