vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Rimpasto di giunta: non sarà più possibile un Lapenna-ter

Più informazioni su

VASTO. Come avevavamo preannunciato, vari mesi fa, all’indomani della costituzione del gruppo dei socialisti in consiglio comunale a Vasto, ci sarebbero state grane, all’interno della maggioranza scaturita dalle elezioni del 2011. 

Si perché alquanto raffazzonata si è trovata, così,  ad essere la compagine di giunta  e quella maggioritaria di consiglio a seguito di accadimenti che il sindaco tentava di non vedere o di rimandare fingendosi ignaro delle voragini che gli si aprivano di fianco causati da granate locali e nazionali.

Con Giustizia Sociale che è oggi a pieno titolo nel centrodestra e conserva l’assessore Olivieri nel centrosinistra di Vasto, L’Italia dei Valori che non esiste più ma che detiene il vice molto, forse troppo vicino all’entourage del sindaco, i socialisti che non hanno rappresentanza in giunta e che peraltro neanche la chiedono a fronte di una riduzione del numero degli assessori, Rifondazione che non esiste più a livello nazionale, Sel ridotta ad i minimi termini ed il Pd, zoccolo duro del primo cittadino, in mano a coloro che hanno sostenuto Bersani alle primarie, sindaco compreso, e che si appresta a passare la mano, a meno di scissione, ai renziani che, non sono in giunta, ma che sospettiamo presto troveranno nuove simpatie ed adesioni. 

Una situazione insomma non esplosiva ma un marasma che non era difficile ipotizzare e che il primo cittadino ha rimandato, rimandato ed ancora rimandato com’è nel suo costume per arrivare oggi ad una approvazione delle Nta del Prg a maggioranza ma con numerose assenze anche nelle file di chi avrebbe dovuto opporsi e votare contro.

“Guardo anche oltre l’attuale maggioranza”(dove per attuale si intende la maggioranza del 2011 oggi disgregata), ha dichiarato il sindaco in consiglio comunale e nell’attuale mappatura della minoranza coloro che potrebbero porgere una stampella dopo la mutilazione inferta dai socialisti dovrebbero essere i consiglieri di Futuro e Libertà, un partito che non esiste più, a completare un dato di incertezza e legato alle quotidiane ondivaghe pulsioni di questo o di quel consigliere comunale.

Anche di “ritorno alle urne” ha parlato il primo cittadino in Consiglio, argomento tanto di moda nel paese, cui la buona provincia italiana non poteva fare a meno di scimmiottare. Ma due anni, sei mesi ed un giorno sono alle porte  e un Lapenna- ter, superato tale limite, non sarebbe più possibile, così come improbabile una candidatura alla Camera dei Deputati in un partito che sta per passare in mano al rottamatore che appunto farebbe strame dei sessantenni della politica. E allora, non è meglio trovare una quadra tra coloro che oggi sono in maggioranza?, obbligando i socialisti alla presenza in giunta, e facendo a meno di chi è fuori dal centrosinistra o che non esiste più amico o no che sia?”

paoladadamo@vastoweb.com

Più informazioni su