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Cocaina nelle buste paga, il 10 aprile sette indagati a giudizio

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VASTO. Polvere bianca al posto del cemento. L’operazione, denominata “Edil drug” in considerazione del luogo in cui avveniva la consegna della droga, sta arrivando al capolinea. Il prossimo 10 aprile il giudice del tribunale di Vasto Giovanni Falcione dovrà giudicare i sette indagati rinviati a giudizio per detenzione e spaccio di droga. 
La vicenda ruota attorno alla figura dell’imprenditore edile pugliese Cagnazzo. Sono servite più di 2mila ore di intercettazioni telefoniche per smantellare quella che i carabinieri ritengono fosse un’organizzazione dedita al trasporto, detenzione e spaccio di stupefacenti ramificata fra Vasto e Bari. Il 10 aprile dopo la relazione del perito nominato dalla procura per la valutazione del contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali il giudice Falcione emetterà la sentenza. 
Secondo i carabinieri durante un periodo trascorso nel carcere di Torre Sinello, Cagnazzo conobbe personaggi che facevano arrivare la droga dalla Puglia. A Vasto c’era un pool che provvedeva a distribuire la “roba “nei cantieri dove l’uomo lavorava in subappalto con la sua piccola impresa. La droga era destinata agli operai. Se non avevano i soldi in cambio di due dosi di cocaina lavoravano quattro ore. Secondo gli investigatori, spesso i quantitativi di droga erano ordinati per telefono usando una nomenclatura legata all’attività edile. Le indagini della Procura vastese hanno impegnato decine di carabinieri a Vasto ma anche a Bari e le unità cinofile antidroga del comando Regione. In principio gli indagati erano quattordici. La posizione di molti è stata stralciata.
paolacalvano@vastoweb.com

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